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Storia della massoneria a Nuoro, dal 1867 al secondo Dopoguerra

di Michele Pintore
sabato 19 Settembre 2026 - 05:00
Storia della massoneria a Nuoro, dal 1867 al secondo Dopoguerra

Sulla destra il palazzo Zoppi-Merlini

NUORO – In concomitanza con il 20 settembre, 156° anniversario della presa di Roma (20 settembre 1870), data che sancì la conquista della città di Roma da parte del Regno d’Italia nel contesto del Risorgimento italiano, per iniziativa dell’Associazione Mazziniana Italiana, sezione “Giorgio Asproni” di Nuoro, avrà luogo presso una conversazione sul tema: Giorgio Asproni, giornalista militante della stampa democratica.

Giorgio Asproni in un ritratto del 1872

Giorgio Asproni in un ritratto del 1872

L’appuntamento, inserito tra l’altro nel 150° anniversario della morte del grande politico sardo, che vedrà come relatore  lo studioso Annico Pau, presidente della sezione nuorese, verterà sull’importante ruolo che il giornalista-politico Giorgio Asproni ebbe sulla stampa democratica sarda e nazionale. Indubbiamente una parte meno nota al grande pubblico, quella del politico-giornalista, che lo vide come autorevole firma sul Pensiero Italiano di Genova, Il Popolo di Cagliari, Il Pungolo, Il Precursore di Palermo, La Voce della Libertà di Torino, L’Indicatore Sardo, il Corriere di Sardegna e la Gazzetta Popolare. Dal 1864 al 1865 (data delle sue dimissioni) Giorgio Asproni fu tra l’altro chiamato a dirigere Il Popolo d’Italia, uno dei più importanti giornali italiani dell’epoca. Un incarico che si rivelò gravoso per il politico sardo, soprattutto per i gravi problemi economici che il giornale attraversava. Questo portò l’Asproni a chiedere all’amico fraterno Giuseppe Mazzini un contributo finanziario per mandare avanti il giornale. Sconsolata e disarmante fu la risposta di Giuseppe Mazzini che, trovandosi evidentemente ad attraversare un difficile momento, così rispondeva all’amico Asproni (da una inedita lettera originale del 1865: “Caro Asproni, con vero dolore mi bisogna risponderti: Non posso cosa alcuna pel Popolo d’Italia. Non ho mezzi. Dall’impianto del Com. Unitario Garibaldino in Torino non ho ricevuto un obolo dall’Italico, sono quindi un semplice individuo vivente d’un vitaliziuccio e null’altro…”.

Lettera di Mazzini a Asproni

Lettera di Mazzini a Asproni

L’appuntamento del 20 settembre proposto dalla sezione asproniana nuorese dimostra, fin dall’anno 1978, anno della sua costituzione, un costante impegno per tenere sempre viva la figura e l’opera di Giorgio Asproni, politico, deputato al Parlamento Subalpino e al Parlamento del Regno d’Italia per 9 legislature, tra le massime figure della storia moderna sarda, autonomista, federalista, mazziniano, repubblicano e massone. L’appartenenza di Giorgio Asproni alla massoneria è ascrivibile al ruolo di primissimo piano che la stessa massoneria ebbe nella vasta e complessa opera di pensiero e di azione che preparò e portò a termine il Risorgimento italiano, e la prova di ciò fu la presenza in massoneria di personaggi chiave dell’unità nazionale, come Giuseppe Garibaldi e Giuseppe Mazzini. Da qui il coinvolgimento di Giorgio Asproni, che godeva della loro intima amicizia, ne fu la conseguenza. Giorgio Asproni aderì alla massoneria il 24 luglio del 1869, entrando a far parte della Loggia Universo di Firenze; in seguito aderì alla Loggia Rigenerazione di Napoli, per ricoprire poi il grado di Gran Sorvegliante, e a partire dal 18 aprile 1872 fu membro del consiglio dell’ordine del Grande Oriente d’Italia.

Nuoro, la sede della Loggia Eleonora D'Arborea nel 1867

Nuoro, la sede della Loggia Eleonora D’Arborea nel 1867

Sull’onda di quei fermenti patriottici, liberali e anticlericali, nel 1867 fu fondata a Nuoro la Loggia “Eleonora d’Arborea”, una delle prime logge a nascere in Sardegna, seguita poi dalle logge: Leone di Caprera di Ozieri (1869), Antro di Nettuno di Alghero (1870), Giuseppe Dolfi di Alghero (1872), Sivilleri di Villasor (1872) e Vittoria e Fedeltà di Cagliari (1869). La loggia nuorese, con obbedienza al Grande Oriente d’Italia e affiliata al Rito Scozzese Antico e Accettato, ubicata allora nel palazzo Zoppi-Merlini di via del Seminario (poi via mons. Giovanni Maria Bua), di fronte al lato dell’episcopio, venne intitolata alla grande giudicessa d’Arborea, simbolo di riscatto e indomita libertà, sull’onda della grande mobilitazione popolare per la ricerca di fondi per la realizzazione di un artistico monumento a lei dedicato (poi realizzato a Oristano nel 1881). Maestro venerabile della loggia nuorese venne nominato l’avvocato sarulese Salvatore Maria Pirisi Siotto (1826-1892) — anche se erroneamente o volutamente, ufficialmente risulta il cognome Brinis-Siotto —, che in seguito subentrò a Giorgio Asproni nella carica di deputato per il Collegio di Nuoro.

L’inno massonico a Eleonora d’Arborea, 1867

Componenti della loggia furono: il nobile don Gavino Gallisai-Serra, fidato amico di Giorgio Asproni e suo informatore da Nuoro durante il periodo in cui questi ricopriva la carica di deputato a Torino, Firenze e Roma; il dottor Giuseppe Cottone, medico siciliano legato da amicizia con Giorgio Asproni, già esiliato dal Regno delle Due Sicilie per sospetta appartenenza alla massoneria locale, e il professor Giuseppe Floris-Puggioni, ispettore scolastico e poeta.

Don Gavino Gallisay, fondatore della prima Loggia Massonica nuorese

Don Gavino Gallisay, fondatore della Loggia nuorese

Indubbiamente la loggia nuorese fu costituita prevalentemente da funzionari statali provenienti dal continente e da altre parti dell’Isola, ed esiliati per motivi ideologici e politici. L’inaugurazione della loggia nuorese avvenne in forma solenne nel febbraio del 1867; per l’occasione il poeta Giuseppe Floris Puggioni compose i versi dell’inno ufficiale della loggia, dedicato a Eleonora d’Arborea su musica composta dal maestro Enrico Lario.

L'inno della Loggia Massonica nuorese

L’inno della Loggia Massonica nuorese

Nel 1868 la Loggia Eleonora fu al centro della sommossa popolare dei moti nuoresi de “Su Connottu”, che infiammarono la città, quando, partendo dalla sede della loggia, un gruppo di massoni guidati dal nobile don Gavino Gallisai-Serra e dal medico Giuseppe Cottone, al grido di: “Morte al papa!”, “Abbasso i paolotti!”, “Vivano i massoni!” e “Fuori il vescovo!”, la notte tra il 21 e il 22 aprile del 1868 (quattro giorni prima dei moti de Su Connottu), inscenò una violenta manifestazione di fronte all’episcopio nei confronti del vescovo di Nuoro mons. Salvatorangelo Maria Demartis (1817-1902), accusato dai massoni di essere stato l’istigatore del malcontento popolare.

Loggia massonica, 1897. Dinamica dell’attentato al vescovo Demartis

La stessa notte il presule fu inoltre oggetto di un attentato, a causa di una fucilata esplosa nei suoi confronti dai massoni contro una finestra della sua residenza nell’episcopio (vedi foto). Dopo il 1874 seguirono tempi difficili per la loggia nuorese “Eleonora d’Arborea”, ormai in fase di declino per il fatto di non poter più far fronte agli obblighi verso il Tesoro nazionale: obblighi verso i quali il Governo dell’Ordine non transigeva, tanto che nel 1876 dovette intervenire il commissario regionale Vincenzo Manca Buffa che per morosità ne decretò la soppressione. Dopo la chiusura della loggia “Eleonora d’Arborea” cessò la presenza massonica a Nuoro, che riprese solo dopo il secondo dopoguerra (dal momento che il fascismo il 13 febbraio 1923 dichiarava lo scioglimento della massoneria per incompatibilità con il regime) con l’apertura di nuove logge e la presenza di nuovi adepti.
Dopo la chiusura della loggia “Eleonora d’Arborea” cessò la presenza massonica a Nuoro, che riprese solo dopo il secondo dopoguerra (dal momento che il fascismo il 13 febbraio 1923 dichiarava lo scioglimento della massoneria per incompatibilità con il regime) con l’apertura di nuove logge e la presenza di nuovi adepti.

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