Esplode il confronto politico a Orosei sulla questione delle cosiddette “Case minime” di via Satta. A riaccendere i riflettori sulla vicenda è un’interrogazione urgente firmata dai consiglieri di minoranza Giacomo Masala, Donatella Sannai e Annalisa Lai, a cui fa riscontro la ferma presa di posizione dell’amministrazione guidata dalla sindaca Elisa Farris.
L’ATTACCO DELLA MINORANZA – “DALLA REGIONE VIA LIBERA ALL’ACQUISIZIONE A 1 EURO, MA IL COMUNE È FERMO” Nel documento presentato l’11 settembre 2026, i rappresentanti dell’opposizione richiamano la deliberazione della Giunta Regionale della Sardegna n. 15/34 dello scorso 1° aprile 2026. Secondo quanto riferito dalla minoranza, il provvedimento regionale individua i beni del patrimonio disponibile da cedere agli enti locali al prezzo simbolico di 1,00 euro, includendo le aree di via Satta su cui sorgono da decenni abitazioni di edilizia popolare comunale. I consiglieri contestano alla maggioranza l’assenza di atti concreti a distanza di mesi dalla delibera della Regione per perfezionare il passaggio di proprietà e sanare l’annosa discrasia immobiliare, chiedendo di affrontare e deliberare l’acquisizione nel primo Consiglio Comunale utile.
LA REPLICA DELLA MAGGIORANZA – “POLEMICA PRETESTUOSA, LAVORIAMO DA ANNI PER RISOLVERE UN NODO LUNGO 50 ANNI – “Non si è fatta attendere la risposta della maggioranza e della Farris, che affida la propria posizione a una nota di chiarezza sul piano politico, rinviando i dettagli tecnici alla sede consiliare: «Su questa vicenda risponderò puntualmente in Consiglio Comunale, che è la sede istituzionale deputata al confronto e all’approfondimento. Politicamente, però, una cosa voglio dirla: questa Amministrazione si occupa da anni della questione delle aree di via Satta, interloquendo costantemente con la Regione per individuare una soluzione concreta e percorribile». dice la Sindaca Farris. Dall’amministrazione si evidenzia come la problematica si trascini da circa mezzo secolo e necessiti di iter complessi e interlocuzioni costanti: «Ad oggi quella soluzione è stata individuata e siamo in attesa della determina regionale necessaria affinché il Comune possa avviare e portare avanti l’iter amministrativo per l’acquisizione dei beni e, successivamente, procedere con la loro cessione». Infine, la stoccata politica rivolta ai banchi dell’opposizione: «Mi fa sorridere che proprio adesso, quando finalmente il percorso è stato individuato e il lavoro è già concretamente avviato, la minoranza scopra improvvisamente l’importanza di una questione che esiste da mezzo secolo e della quale, negli anni, non si era mai occupata. È difficile non avere l’impressione che oggi ci si stia interessando alla vicenda più per conquistare visibilità e rivendicare un merito politico che per un reale interesse alla soluzione del problema. E, ancora una volta, questa vicenda dimostra quanto sia importante conoscere i procedimenti amministrativi prima di avanzare determinate contestazioni: noi non abbiamo bisogno di propaganda, preferiamo lavorare, completare l’iter e arrivare al risultato».
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