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Riforma dei Barracelli: dal Coordinamento regionale una spinta decisiva per la nuova legge

venerdì 18 Settembre 2026 - 08:00
Riforma dei Barracelli: dal Coordinamento regionale una spinta decisiva per la nuova legge

Un mezzo del corpo forestale (foto S. Novellu)

L’avvio dell’esame della proposta di legge numero 227, relativa alle norme in materia di polizia locale rurale e organizzazione delle Compagnie dei Barracelli, riceve il forte sostegno del Coordinamento Operativo Regionale durante le audizioni tenutesi in Prima Commissione “Autonomia e ordinamento regionali” del Consiglio regionale della Sardegna, a Cagliari. L’organismo ha espresso profonda soddisfazione per un provvedimento ritenuto strategico per il futuro del corpo, rivolgendo un ringraziamento ai primi firmatari, i consiglieri Michele Ciusa e Roberto Deriu, al presidente della Commissione Salvatore Corrias e a tutti i componenti per il diretto coinvolgimento della categoria nell’iter legislativo.

Nel corso dei lavori, la delegazione composta dal capitano Riccardo Paddeu, comandante dei Barracelli di Alghero, dal capitano Giuseppe Vargiu, comandante dei Barracelli di Bessude, e dal capitano Alessio Girau, ha illustrato le motivazioni che rendono ormai indifferibile questo intervento. Come chiarito dai rappresentanti, la riforma non punta a stravolgere lo status delle guardie rurali né ad ampliarne arbitrariamente le funzioni, poiché i barracelli continueranno a rimanere legati alle dipendenze del sindaco del proprio Comune senza sottrarre competenze alla Polizia Locale o al Corpo Forestale regionale. L’obiettivo primario del testo è invece valorizzare il ruolo operativo, sanando quelle ambiguità e frammentazioni normative che negli anni hanno generato ingiuste problematiche legali durante il servizio, e riconoscendo formalmente quel principio di sussidiarietà sul campo che spesso si traduce in una vera sostituzione nei compiti di tutela del territorio.

Per accompagnare con efficacia questo percorso, dal Coordinamento è stato rivolto un appello alla serenità istituzionale, auspicando la massima correttezza ed escludendo ingerenze esterne che rischierebbero di incrinare il clima di collaborazione tra i vari corpi. La priorità resta il superamento dell’ormai anacronistica legge regionale numero 25 del 1988, risalente a quasi quarant’anni fa, per definire criteri uniformi in tutta l’Isola, superare la precarietà dell’incarico di comandante e rimarcare la netta distinzione rispetto al volontariato del Terzo settore. Valutando positivamente anche l’apertura manifestata dall’assessore regionale degli Enti locali Francesco Spanedda e il lavoro del nuovo tavolo tecnico, il Coordinamento ha sottolineato il valore di un’istituzione secolare che vanta ben 466 anni di storia dal 1560 e che continua a rappresentare un presidio insostituibile per la sicurezza delle comunità sarde.

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