L’ingestione e il trasporto di ovuli contenenti materiale illecito nel proprio corpo non sono bastati a superare i controlli al rientro da un permesso premio, costando una denuncia all’Autorità giudiziaria a un detenuto appartenente al circuito dei protetti nella Casa circondariale di Sassari-Bancali. L’uomo, sul quale sono nati subito forti sospetti circa la presenza di sostanze o oggetti occultati all’interno dell’organismo, è stato accompagnato al Pronto Soccorso per gli accertamenti sanitari del caso e per avviare le relative procedure mediche di espulsione del materiale.
A rendere nota l’operazione è il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, con il segretario generale Donato Capece che ha espresso vivo plauso per l’attenzione e la professionalità dimostrate dal personale operante. Nel sottolineare come l’intercettazione di tali sostanze sia fondamentale per evitare che alimentino contesti di illegalità tra i ristretti, Capece ha lanciato un fermo monito alle istituzioni competenti. Il sindacato rimarca infatti che la sicurezza degli istituti non può reggersi unicamente sul sacrificio e l’abnegazione degli agenti, chiedendo con urgenza un potenziamento degli organici, l’adeguamento degli strumenti tecnologici di controllo e protocolli operativi moderni capaci di contrastare le nuove modalità di introduzione di materiale illecito nelle carceri.
Alla voce della segreteria generale si uniscono le dichiarazioni di Antonio Cannas, delegato nazionale SAPPE per la Sardegna, affiancato dalla delegata provinciale Sara Brenna e dal vice provinciale Gregory Saba, i quali hanno ribadito il grande valore della capacità osservativa e della profonda conoscenza dell’ambiente penitenziario dimostrate dagli agenti di Sassari-Bancali. Sollecitando interventi urgenti e strutturali sia per l’istituto sassarese che per l’intera rete regionale, la sigla sindacale evidenzia come investire sulle dotazioni, sui mezzi e sulle risorse umane della Polizia Penitenziaria costituisca un tassello imprescindibile per tutelare la sicurezza interna delle strutture e, di riflesso, quella dell’intera collettività.
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