Un nuovo dramma si è consumato nelle acque dell’Oristanese, confermando la pericolosità del tratto di costa di Is Arenas. Ieri pomeriggio un turista tedesco di 47 anni ha perso la vita, diventando la terza vittima dell’estate nel litorale del comune di Narbolia. Nonostante il cielo coperto e il forte vento, intorno alle 16 l’uomo e un amico, ospiti di un campeggio della zona, hanno deciso di avventurarsi in mare. Probabilmente ignari delle insidiose correnti che caratterizzano quel tratto, i due si sono trovati subito in grave difficoltà, spinti sempre più al largo dalle onde. In assenza di un servizio di salvamento attivo in queste giornate, l’allarme è stato lanciato dagli altri bagnanti presenti sulla spiaggia.
Alcuni turisti si sono coraggiosamente tuffati nel mare mosso, riuscendo a riportare a riva entrambi gli uomini dopo operazioni complesse. Per il quarantasettenne, purtroppo, la situazione è apparsa subito disperata. I sanitari del 118, giunti tempestivamente sul posto, hanno tentato a lungo le manovre di rianimazione, ma ogni sforzo si è rivelato vano. Era stato allertato anche l’elisoccorso dell’AREUS, il cui intervento non è stato poi necessario. Le indagini per ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto sono state affidate ai carabinieri, che hanno ascoltato i testimoni e l’amico sopravvissuto. La triste scia di incidenti a Is Arenas non si arresta: lo scorso 25 luglio aveva perso la vita l’avvocato Silvio Sanna, colto da un malore, e alla vigilia di Ferragosto era annegato il pensionato oristanese Alessandro Carta di 68 anni. Negli anni passati la stessa sorte era toccata ad altre persone, tra cui il docente universitario Carlo Lugliè. Di fronte all’ennesima tragedia, il sindaco di Narbolia Gian Giuseppe Vargiu ha ribadito l’estrema difficoltà di presidiare costantemente quasi due chilometri di costa, tristemente nota per le sue correnti letali.
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