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Mazzarelli e Cavinato: doppia mostra al MAN tra tempo e percezione

di Salvatore Novellu
giovedì 10 Settembre 2026 - 08:02
Mazzarelli e Cavinato: doppia mostra al MAN tra tempo e percezione

Documentazione rogo Luigi Mazzarelli, 1996. (foto Pietro Zambelli)

NUORO – Le rinnovate sale del piano nobile del museo MAN di Nuoro, fresche di restauro, tornano a vivere ospitando due progetti inediti legati da una profonda indagine sui temi del tempo, della percezione, della forma e dell’illusione. Il primo appuntamento è dedicato a Luigi Mazzarelli, a vent’anni dalla scomparsa e a oltre quarant’anni dall’ultima esposizione in un’istituzione pubblica italiana, celebrando una delle figure più radicali e complesse del secondo Novecento isolano. Nato a Cagliari nel 1940, pittore e teorico raffinato, Mazzarelli ha affidato il suo testamento artistico a tre volumi raccolti sotto il titolo Il Libro Bianco, un’opera monumentale, interamente manoscritta, miniata e illustrata a mano, frutto di un lavoro condotto in isolamento a partire dalla fine degli anni Ottanta e proseguito fino alla morte nel 2006, segnato anche dal dramma della perdita della figlia Ada. La mostra curata da Chiara Gatti, da un progetto di Elisabetta Masala e con l’intervento del visiting artist Alessandro Biggio, ripercorre l’intensità di un percorso esistenziale e creativo segnato storicamente da due radicali roghi d’artista, nel 1970 e nel 1996, in cui l’autore distrusse gran parte della propria produzione per ricominciare da capo.
Accanto a questo omaggio storico, il museo presenta il progetto site-specific Hall of Mirrors dell’artista mantovano Paolo Cavinato, classe 1975, incentrato sull’installazione abitabile Attraverso, un percorso fatto di specchi e rifrazioni che richiama il mistero del pozzo sacro di Santa Cristina e dialoga con il progetto sonoro di Stefano Trevisi. L’esperienza immersiva, che destabilizza la percezione dello spettatore e cancella la centralità del corpo in un gioco di dissolvenze, si completa con opere storiche come Drops del 2000 e la serie recente Inner Spaces, confermando la vocazione del MAN alla ricerca visiva contemporanea.

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