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Pratosardo, sei milioni per il compostaggio al buio: esplode la protesta degli operatori

giovedì 16 Luglio 2026 - 12:32
Pratosardo, sei milioni per il compostaggio al buio: esplode la protesta degli operatori

Centro di compostaggio a Nuoro

NUORO –  Trasferire il compostaggio nella zona del Sologo o a Ottana, lontano dai centri produttivi industriali. È questa la richiesta perentoria che arriva dai 120 operatori della zona industriale di Pratosardo, i quali ieri si sono sentiti completamente scavalcati dall’amministrazione comunale di Nuoro. La giunta persiste infatti sull’ampliamento dell’attuale centro di compostaggio con un progetto complessivo di oltre sei milioni di euro. Un piano fortemente contestato dai diretti interessati: nella prima parte del progetto sono previsti impianti fotovoltaici e biocelle che, secondo gli operatori, non fermeranno affatto le emissioni odorigene; la seconda parte prevede invece l’acquisizione di un terreno di 2 ettari, valutato 500mila euro, da parte del CIP (Consorzio Industriale Provinciale). Un’area che, stando alle normative regionali e a quanto denunciato da Giampiero Pitorra, rappresentante degli operatori, è piena di vincoli invalicabili. Nella stessa area, infatti, persiste dal 2023 una tomba dei giganti con un vincolo formale della Soprintendenza. «Con quei sei milioni di euro si potrebbe creare un centro di compostaggio ex novo nelle zone indicate, lontano dalle attività produttive», sottolinea con forza Pitorra.

Pierluigi Saiu e Bastianella Buffoni (foto S.Novellu)

Pierluigi Saiu e Bastianella Buffoni (foto S.Novellu)

IL COMUNICATO DI SIAMO NUORO – Sulla stessa linea di totale contestazione si schiera il gruppo consiliare “Siamo Nuoro“, che ha diffuso una dura nota di denuncia sull’operato della giunta guidata dal sindaco Fenu: «La decisione assunta ieri dalla maggioranza che sostiene il sindaco Fenu sul futuro di Pratosardo rappresenta, ancora una volta, il modo con cui questa amministrazione affronta le questioni strategiche della città: prima si compiono gli atti definitivi, poi, forse, si proverà a risolvere i problemi. Il Consiglio comunale è stato chiamato ad autorizzare la vendita di circa due ettari destinati all’ampliamento del centro di compostaggio senza che esista ancora il progetto dell’intervento destinato a eliminare definitivamente il problema dei miasmi, senza che siano disponibili le risorse necessarie e senza che sia stato indicato un cronoprogramma. In altre parole, è stato chiesto alla città di compiere oggi una scelta definitiva sulla base della promessa che, domani, arriverà una soluzione.

I fatti sono molto semplici. L’intervento oggi finanziato riguarda l’ampliamento dell’impianto con nuove biocelle, impianti fotovoltaici e nuovi locali destinati agli uffici, per un investimento di circa 3,8 milioni di euro finanziato con risorse FSC della precedente programmazione. Non riguarda invece la completa chiusura dell’area di stoccaggio del compost e la realizzazione di un sistema di aspirazione capace di eliminare i miasmi che da anni penalizzano le imprese. Per quest’ultima opera, allo stato attuale, non esistono né un progetto definitivo né una copertura finanziaria. Per questa ragione abbiamo chiesto una cosa molto semplice: confrontarsi con gli operatori prima di assumere una decisione definitiva e pretendere che il Comune, il CIP e la Regione indicassero tempi, risorse e modalità con cui intendono affrontare il problema degli odori. Non abbiamo chiesto di fermare gli investimenti. Abbiamo chiesto di programmare le cose nell’ordine giusto.»

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