Stop al resort delle speculazioni: la revoca su Cala Finanza è uno schiaffo alle “scorciatoie” di Governo

Salvatore

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Stop al resort delle speculazioni: la revoca su Cala Finanza è uno schiaffo alle “scorciatoie” di Governo

giovedì 02 Luglio 2026 - 15:18
Stop al resort delle speculazioni: la revoca su Cala Finanza è uno schiaffo alle “scorciatoie” di Governo

Sit in a Cala Finanza (foto F. Lai)

Il Dipartimento per il Sud della Presidenza del Consiglio dei ministri ha dovuto fare marcia indietro, revocando l’autorizzazione per il discusso resort di lusso che sarebbe dovuto sorgere nell’incontaminata area di Cala Finanza, proprio di fronte allo spettacolo naturale di Tavolara. A darne notizia è la stessa Regione Sardegna attraverso una nota al vetriolo firmata dall’assessore dell’Urbanistica, Francesco Spanedda, che non usa giri di parole per commentare il dietrofront romano.

 REGOLE UGUALI PER TUTTI E AUTONOMIA DIFESA –  “La questione non era essere favorevoli o contrari agli investimenti, ma il rispetto delle regole e delle competenze istituzionali”, tuona l’assessore Spanedda, evidenziando come lo Stato sia stato letteralmente costretto a rimangiarsi un provvedimento calato dall’alto. Secondo l’esponente della giunta regionale, il ritiro dell’Autorizzazione Unica suona come una sonora bocciatura per chi pensa di usare i canali d’urgenza come grimaldello normativo: “La pianificazione urbanistica non è un passaggio formale e le procedure straordinarie non possono trasformarsi in scorciatoie. Le regole valgono per tutti e non sono un ostacolo allo sviluppo, ma la condizione perché lo sviluppo sia legittimo e duraturo”. Poi l’affondo politico: “L’autonomia speciale della Sardegna non può essere aggirata”.

 IL REALE NODO DA SCIOGLIERE: LA LEGGE SULLA ZES –  Se il blocco del cemento davanti a Tavolara incassa il plauso di chi difende l’ambiente e le prerogative locali, la vittoria rischia di essere solo una tregua temporanea. La revoca odierna mette a nudo il vero vulnus del sistema: l’utilizzo spregiudicato degli strumenti straordinari. La vera sfida politica e legislativa che attende ora la Regione e gli enti locali non è fermare i singoli progetti, ma andare alla radice del problema, modificando radicalmente la normativa sulla Zes (Zona Economica Speciale), le cui maglie larghe rischiano continuamente di trasformarsi in autostrade per speculazioni edilizie a scapito dei territori.

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