NUORO – La crisi abitativa a Nuoro si trasforma in un vero e proprio caso politico e sociale. A seguito di un accesso agli atti presentato al Comune di Nuoro, la Consigliera comunale del Gruppo Misto, Maura Chessa, ha portato alla luce una realtà allarmante: la città è totalmente priva di un accordo vigente per il canone concordato, uno strumento nazionale essenziale per agevolare l’accesso alla casa e garantire importanti sgravi fiscali a inquilini e proprietari.
Secondo la documentazione trasmessa formalmente dagli uffici del Servizio Patrimonio, l’ultimo testo valido risale addirittura al 2015 ed è ormai scaduto da anni. Il dato più sconcertante emerso dalle verifiche è l’assoluto immobilismo: agli atti del Comune non risulta infatti alcuna interlocuzione, richiesta o iniziativa da parte di sindacati, enti o privati per provare a sottoscrivere un nuovo accordo. Un vuoto amministrativo totale che blocca un settore strategico e che solleva pesanti interrogativi sulle priorità della macchina pubblica.
EFFETTI REALI SULLE FAMIGLIE E DISATTENZIONE DELLE ISTITUZIONI – In un momento storico in cui l’emergenza casa stringe la presa su famiglie, giovani coppie, lavoratori e studenti fuori sede, l’assenza di politiche abitative concrete produce conseguenze pesantissime sulla vita dei cittadini. Il canone concordato non è un semplice adempimento burocratico, ma una misura fondamentale per calmierare i prezzi dei contratti di locazione e favorire l’emersione del nero. La sua mancanza, denuncia la Consigliera, rischia di esasperare una situazione già critica. Per Chessa, temi importanti i e spesso sbandierati come il contrasto allo spopolamento, il sostegno sociale e le politiche giovanili si riducono a vuote dichiarazioni di principio se manca l’impegno sul diritto fondamentale all’abitare.
CHESSA CHIEDE CHIARIMENTI ALLA GIUNTA COMUNALE – Di fronte a questa paralisi, la rappresentante del Gruppo Misto ha chiesto ufficialmente all’Amministrazione comunale di uscire allo scoperto e chiarire quali iniziative urgenti intenda adottare per promuovere la sigla di un nuovo accordo territoriale, restituendo a Nuoro uno strumento già ampiamente utilizzato nel resto d’Italia.
