Pratosardo. Il CIP come una spada di Damocle? Gli operatori dicono no e chiedono trasparenza sui bilanci

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Pratosardo. Il CIP come una spada di Damocle? Gli operatori dicono no e chiedono trasparenza sui bilanci

di Sonia Meloni
venerdì 05 Giugno 2026 - 09:23
Pratosardo. Il CIP come una spada di Damocle? Gli operatori dicono no e chiedono trasparenza sui bilanci

Uno scorcio di Pratosardo (foto S.Novellu)

Il CIP è la via per il futuro dell’area industriale cittadina? Assolutamente no  anzi è una vera e propria spada di Damocle. Questa è la linea del Consorzio  degli Operatori di Pratosardo che  contesta apertamente l’orientamento emerso dall’assessore regionale all’Industria Cani, dal presidente della Provincia Ciccolini e dal sindaco di Nuoro Fenu, favorevoli al CIP. Secondo gli operatori, tale indirizzo ignora la Legge Regionale n. 10 del 2008, una norma tuttora vigente che individua i Comuni come subentranti prioritari alle Zone Industriali Regionali (ZIR) in liquidazione. Il Consorzio si domanda per quale motivo le istituzioni stiano agendo in deroga a questa cornice giuridica senza fornire motivazioni ufficiali, escludendo il Comune di Nuoro dal ruolo di soggetto attuatore principale per i futuri bandi europei e per lo sviluppo del territorio contiguo alla città.

I CONTI DELLO ZIR E L’IPOTESI DI AGGRAVIO FINANZIARIO – I rappresentanti delle imprese operanti nell’area sollevano dubbi circa le dichiarazioni dei vertici istituzionali sul presunto e insostenibile aggravio finanziario che l’acquisizione comunale comporterebbe per le casse locali. I bilanci dello ZIR in liquidazione non sono mai stati resi pubblici, nonostante le richieste formali della commissione consiliare e degli stessi operatori. Il Consorzio evidenzia che Pratosardo non rappresenta solo un costo di gestione, ma produce entrate concrete attraverso IMU, Tari, tassa sulle insegne, logistica, canoni di concessione e servizi alle imprese, oltre all’energia da impianti fotovoltaici. La mancanza di trasparenza sui dati reali trasforma le valutazioni istituzionali in mere impressioni, a fronte di un deterioramento infrastrutturale causato da diciotto anni di commissariamento.

LE CRITICHE AL CIP E LE RICHIESTE DEGLI OPERATORI – L’ipotesi di affidamento al CIP viene respinta dagli operatori, che ricordano la presenza nel sito di un centro di compostaggio dello stesso consorzio che da dieci anni compromette la qualità dell’aria. Lo stesso sindaco Fenu ha definito la soluzione del CIP come «remota» e legata a modifiche statutarie non immediate, incompatibili con le scadenze dei finanziamenti europei. Il Consorzio Operatori chiede la pubblicazione integrale dei bilanci dello ZIR, un parere giuridico sulla mancata applicazione della legge del 2008, il chiarimento sulla validità della delibera del Consiglio Comunale del 2022 e l’istituzione di un tavolo tecnico di confronto prima di qualunque decisione irreversibile per il futuro economico di Nuoro.

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