Un patrimonio di competenze trasversali e risorse pubbliche già investite che rischia di andare letteralmente in fumo. È l’allarme lanciato dai 33 idonei della graduatoria del concorso ISRE (Istituto Superiore Regionale Etnografico) per la categoria C, profilo “Istruttore” con competenze nella conservazione, gestione e valorizzazione del patrimonio culturale, che chiedono con urgenza lo scorrimento totale della graduatoria prima della sua imminente scadenza, fissata per il prossimo anno.
La richiesta di assunzione poggia su basi concrete e di stretta necessità per lo stesso Istituto. L’organico dell’ente risulta infatti sottodimensionato rispetto alle reali esigenze e l’ultimo tentativo di colmare i vuoti tramite mobilità regionale è andato deserto. Nonostante la carenza di personale, la graduatoria approvata e pienamente valida rimane inutilizzata, ponendo il paradosso di un ente in forte sofferenza operativa che non attinge a risorse umane già selezionate e immediatamente disponibili.
Gli idonei evidenziano inoltre come le prove concorsuali abbiano certificato una solida preparazione non solo in ambito tecnico e culturale – dalle discipline demoetnoantropologiche alla museologia, dalla biblioteconomia alla storia dell’arte –, ma anche sul piano del diritto del patrimonio culturale, della normativa amministrativa e dei processi istituzionali del Sistema Regione. Una trasversalità confermata dal fatto che i candidati già assunti sono attualmente impiegati anche in mansioni di gestione amministrativa.
In un momento in cui la carenza di organico rallenta i servizi fondamentali della Pubblica Amministrazione, il bacino dei 33 idonei rappresenta una soluzione rapida, a costo zero in termini di selezione e in totale coerenza con i principi di buon andamento e ottimizzazione delle risorse pubbliche per la RAS.
IL PARADOSSO DELL’ORGANICO – MOBILITÀ DESERTE E SERVIZI IN SOFFERENZA ALL’ISRE – La mancata valorizzazione della graduatoria concorsuale rischia di vanificare l’investimento economico e professionale sostenuto dall’amministrazione per espletare il concorso. Con l’istituto costretto a operare con una pianta organica insufficiente, lo scorrimento immediato dei 33 profili idonei consentirebbe di immettere nei ruoli regionali personale qualificato, bloccando la dispersione di competenze strategiche per la tutela e la valorizzazione della cultura in Sardegna.
