Un viaggio dentro la memoria collettiva di Desulo, tra documenti d’archivio, cognomi antichi, tradizioni familiari e storie tramandate per generazioni. Domenica 31 maggio, a partire dalle 11 in via Lamarmora, davanti al municipio, saranno presentati alla comunità i risultati del progetto culturale ‘La genealogia e le radici storiche delle famiglie desulesi’, promosso dal Comune in collaborazione con la Pro Loco e curato dal genealogista e studioso Raffaele Cau Bua.
L’iniziativa rappresenta il punto di arrivo di un lungo lavoro di ricerca storica e genealogica portato avanti negli ultimi mesi da Cau, impegnato nella ricostruzione degli alberi genealogici e nello studio dei cognomi storici del centro barbaricino attraverso fonti archivistiche e documenti antichi.

Raffaele Cau Bua
“La prima fase del lavoro – spiega Cau – è stata quella della raccolta dei documenti nei vari archivi: l’archivio storico diocesano, l’archivio parrocchiale e l’archivio di Stato di Cagliari”. Da qui la creazione di un vasto database che ha consentito allo studioso di ricostruire le linee genealogiche delle famiglie desulesi sino ai primi decenni del Settecento, integrando inoltre dati raccolti nel corso di anni di studi sui movimenti delle popolazioni barbaricine in Sardegna.
La ricerca ha infatti seguito anche le tracce dei desulesi emigrati nel tempo verso il Campidano di Oristano, quello di Cagliari, l’Ogliastra e il Sulcis Iglesiente. “I dati indiretti trovati fuori da Desulo mi hanno dato informazioni importanti sui cognomi e sulle famiglie – racconta ancora Cau -. Molti abitanti del paese erano dediti alla transumanza, al commercio del legname e della cera o alle attività artigianali”.
Secondo lo studioso, uno degli aspetti più caratteristici emersi riguarda la forte identità genealogica della comunità desulese. “Desulo – afferma – è storicamente una comunità molto chiusa, con una forte endogamia e matrimoni spesso celebrati all’interno dello stesso rione. La presenza di pochi cognomi ha generato fra il Seicento e il Settecento la formazione di altri cognomi derivati da soprannomi di famiglia. Per evitare l’omonimia, questi soprannomi sono diventati a loro volta cognomi. Ho trovato tutta una serie di cognomi tipici di Desulo che derivano proprio da soprannomi, come Chessa e Marigosu. Altri cognomi invece sono tipicamente desulesi da tre o quattro secoli, come Littarru e Liori”.
La ricerca si è soffermata anche sull’evoluzione sociale e lavorativa delle famiglie desulesi. “Molte famiglie hanno mantenuto per secoli gli stessi mestieri – racconta –. Ci sono linee genealogiche di pica-pedras, pastori o contadini che proseguono nello stesso ambito per centinaia di anni”.
Un altro elemento emerso riguarda invece i nomi di persona, fortemente influenzati dai culti religiosi locali. “La presenza massiccia di nomi come Sebastiano, Sebastiana, Basilio e Basilia riflette chiaramente la devozione storica verso alcuni santi particolarmente venerati a Desulo”, osserva Cau.
Durante l’incontro pubblico di domenica verranno presentati i tratti salienti della ricerca, con particolare attenzione agli alberi genealogici delle famiglie più rappresentative e antiche del paese. Lo stesso Cau anticipa che non mancheranno alcune sorprese: “Non sempre i documenti confermano ciò che la tradizione orale tramanda da generazioni. A volte emergono letture diverse rispetto a quelle consolidate nel tempo”.
L’appuntamento sarà moderato dal professor Luca Nonnis e vedrà anche l’intervento del professor Totore Locci. Accanto alla parte scientifica troveranno spazio alcuni momenti musicali con i cantadores Nicola Urru ed Enrico Frongia, mostre fotografiche e documentarie dedicate agli alberi genealogici e alla memoria storica dei rioni di Asuai, Ovolaccio e Issiria e un momento conviviale finale con i prodotti del territorio.
“I desulesi tengono molto alle loro radici e alle tradizioni – sottolinea ancora Cau –. È una comunità molto legata alla propria identità”. Un’identità che documenti, cognomi e storie custoditi per secoli negli archivi della Sardegna aiuteranno a riscoprire e a rafforzare.
