Il grande ritorno del motociclismo storico tra le Baronie e il Capoluogo barbaricino
OROSEI – Le strade del Nuorese tornano ad ospitare, dopo quasi venti anni di assenza, la prestigiosa Rievocazione Storica del Motogiro d’Italia, giunta alla sua trentacinquesima edizione. La manifestazione itinerante per moto d’epoca più importante al mondo, organizzata dal Moto Club Terni Libero Liberati – Paolo Pileri sotto l’egida della Federazione Motociclistica Italiana e Internazionale, vede proprio in Orosei il suo cuore pulsante e la base operativa dell’intera partenza. Presso l’Alba Dorata Resort della località baroniese si concentrano infatti tutte le operazioni preliminari, le verifiche tecniche e l’avvio ufficiale di un evento che vede oltre centocinquanta iscritti, per più della metà provenienti dall’estero, pronti a coprire milleseicento chilometri in sei tappe. Tra i partecipanti attesi allo starter figurano anche il presidente della FMI Giovanni Copioli e il generale di divisione della Guardia di Finanza Giuseppe Arbore, pronti a suggellare la passione per le due ruote d’epoca che vedrà sfilare anche una storica Moto Guzzi V7 del 1972 del Museo Storico delle Fiamme Gialle.

Un momento di un raduno di mezzi d’epoca (foto S.Novellu)
Il percorso dell’edizione 2026: il ruolo strategico di Orosei – Il territorio di Orosei ricopre il ruolo di assoluto protagonista nella prima parte e nelle battute conclusive della manifestazione. Il lungo itinerario isolano prende il via proprio dal litorale oroseino per poi spingersi nei giorni successivi verso le tappe in linea di Muravera e Sassari, attraversando l’Ogliastra, il Campidano e la costa di Alghero e Castelsardo. Sabato trenta maggio, la sesta e ultima frazione compirà il percorso inverso partendo da Sassari per fare nuovamente ritorno verso il comprensorio di Orosei, transitando per i centri di Tula, Telti, Olbia, San Teodoro e Posada, prima di incoronare i vincitori sul traguardo finale stabilito sul lungomare di Santa Lucia di Siniscola.

Moto Guzzi Falcone 500 (foto S.Novellu)
Dettagli e orari della prima tappa: il circuito a margherita verso Nuoro – Il momento più atteso dalle comunità locali è la prima frazione di lunedì venticinque maggio, un circuito a margherita che collegherà direttamente Orosei al capoluogo nuorese. La partenza è fissata per le ore 9:00 dall’Alba Dorata Resort di Orosei con una prima prova di abilità cronometrata, seguita dal transito intervallato dei motociclisti attraverso Onifai, Irgoli, Loculi e Siniscola, dove alle ore 10:15 è previsto il primo controllo orario. Da qui la carovana risalirà verso Lodè e Bitti per giungere alle ore 13:00 a Nuoro: piazza Vittorio Emanuele ospiterà il riordino generale e un punto di ristoro, offrendo ai cittadini la possibilità di ammirare da vicino i mezzi storici e alle autorità nuoresi di portare il proprio saluto ai partecipanti. Il viaggio riprenderà subito dopo verso Mamoiada, con il passaggio in corso della Repubblica alle ore 13:30, per poi toccare la piazza del comune di Orgosolo alle ore 14:00, Oliena e Dorgali alle ore 14:40. L’ultima sosta tecnica prima del rientro è programmata per le ore 15:00 in piazza del Porto a Cala Gonone, antipasto del rientro definitivo al resort di Orosei previsto per le ore 15:50.

Moto Guzzi Lodola Sport (foto S.Novellu)
Un secolo di gran fondo: dalle sfide del dopoguerra all’impegno del Moto Club Terni – La scelta di un palcoscenico così ricco di storia e tradizione si sposa perfettamente con le radici del Motogiro, nato in chiave pionieristica nel 1914 e rilanciato con successo nel 1953, in pieno boom della motorizzazione di massa, come l’equivalente su due ruote della Mille Miglia. Quella formula agonistica, che vedeva sfrecciare le piccole cilindrate italiane da 100 a 175 centimetri cubici di marchi come Ducati, Gilera, Benelli e MV Agusta davanti a milioni di spettatori, si interruppe nel 1957 a causa del divieto delle gare di velocità su strade aperte al traffico. Dal 1989, grazie alla lungimiranza del Moto Club Terni, l’evento vive una seconda giovinezza sotto forma di rievocazione storica e competizione di regolarità. Oggi la carovana rappresenta un vero e proprio museo itinerante a cielo aperto, capace di superare persino le restrizioni degli anni della pandemia per ripresentarsi nel 2026 in perfetta salute, arricchita da nuove categorie classiche e turistiche e da rarità assolute come le Tehuelche 75 guidate da ex piloti argentini, affiancati da campioni plurititolati come Pier Paolo Bianchi e Italo Forni.
