Alle prime ore dell’alba, la Polizia di Stato, coordinata dalla locale Procura della Repubblica, ha dato esecuzione a un’ordinanza applicativa degli arresti domiciliari emessa dal GIP presso il Tribunale di Nuoro a carico del sindaco del Comune di Ottana Franco Saba. Il medesimo provvedimento ha disposto il divieto di dimora in quel Comune per un soggetto privato operante nel settore energia. L’ipotesi di reato contestata è di tentata concussione in concorso.
LA RIFORMA NORDIO E L’INTERROGATORIO PREVENTIVO – Il provvedimento restrittivo della libertà personale è stato adottato in conformità con quanto recentemente previsto dalla riforma Nordio. La misura segue infatti l’interrogatorio preventivo, ex art. 291, comma 1 quater c.p.p., svoltosi in data 11 maggio u.s.

L’impianto di stoccaggio per l’energia a Ottana (foto S.Novellu)
LE INDAGINI DELLA DIGOS SULL’IMPIANTO B.E.S.S. – Le indagini, compiute dagli investigatori della DIGOS di Nuoro, sono state avviate nel 2024 a seguito degli elementi emersi da una specifica attività info-investigativa focalizzata sul monitoraggio delle contestazioni legate agli impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili presenti nel territorio nuorese. Gli accertamenti hanno consentito di delineare un grave e convergente quadro indiziario a carico del sindaco il quale, in concorso con il soggetto privato, avrebbe abusato sistematicamente dei suoi poteri di amministratore pubblico. Secondo la prospettazione accusatoria, l’obiettivo era quello di indurre e tentare di costringere i dirigenti di una primaria società fornitrice di energia elettrica ad assumere un consigliere di maggioranza del medesimo comune in qualità di supervisore dell’innovativo impianto di accumulo di energia a batterie B.E.S.S., recentemente realizzato dalla predetta società all’interno dell’area Industriale di Ottana.
PERQUISIZIONI E SEQUESTRI ELETTROTECNICI – Nel corso dell’operazione sono state effettuate numerose perquisizioni nel comune di Ottana, nel capoluogo barbaricino e in provincia di Bergamo. Le attività, svolte anche con l’ausilio della Digos di Bergamo e di personale specializzato del Computer Forensics e Data Analysis della Guardia di Finanza, hanno portato al sequestro di numerosi smartphone e altri device elettronici, ritenuti di grande interesse investigativo.
