Asproni: il pensiero di un leader attuale
La città di Nuoro si appresta a diventare il fulcro del dibattito storiografico nazionale con il grande convegno dedicato alla figura di Giorgio Asproni, in programma domani 15 e sabato 16 maggio presso l’auditorium della biblioteca Satta. L’evento, promosso dalla Fondazione Asproni, si pone l’obiettivo di approfondire la ricerca scientifica e favorire un passaggio di testimone verso le nuove generazioni, coinvolgendo non solo accademici di fama provenienti dalle università italiane, ma anche ricercatori, sociologi, registi e gli studenti del liceo Asproni di Nuoro. Questo incontro rappresenta un momento importante per fare il punto su una delle figure più lucide e coerenti del panorama politico sardo e nazionale.
Il programma della due giorni intende esplorare l’attualità del pensiero dell’intellettuale di Bitti, uomo di spicco del Risorgimento italiano, attraverso un confronto serrato tra i pionieri degli studi asproniani e gli storici contemporanei più rilevanti. Un momento significativo delle giornate sarà la premiazione dei liceali che hanno partecipato al concorso indetto dalla Fondazione, a sottolineare l’importanza di mantenere vivo l’interesse dei giovani per la storia locale e nazionale. La rilevanza di Asproni è testimoniata dal tributo eccezionale che ricevette alla sua morte, quando il Parlamento proclamò il lutto ufficiale e dispose esequie di stato, un onore che prima di allora era stato concesso esclusivamente a figure del calibro di Cavour e Rattazzi, entrambi già alla guida del Governo.
La vita di Giorgio Asproni è stata guidata dal principio di coerenza espresso nel celebre epitaffio “Non Flectar“, un monito che ha trasformato persino il suo funerale in un evento politico di portata storica. I suoi scritti, tra cui il prezioso diario politico e il vasto epistolario, costituiscono oggi una fonte primaria imprescindibile per chiunque voglia comprendere le dinamiche del XIX secolo. Pur impegnato in una battaglia di respiro nazionale per l’Italia, Asproni non ha mai scisso il destino dell’Isola da quello del Paese, teorizzando per primo la necessità dell’autonomia regionale come condizione essenziale affinché l’Unità avesse un reale significato per la Sardegna. Restano celebri i suoi sforzi parlamentari per dotare Nuoro del telegrafo e i suoi interventi tecnici e politici su miniere, ferrovie e infrastrutture agricole, segnando un solco profondo nello sviluppo sociale ed economico del territorio.
