NUORO – Una bomba a orologeria nel cuore della sanità nuorese. Il reparto di oncologia dell’ospedale San Francesco è a un passo dal baratro e rischia la chiusura immediata. A lanciare l’allarme è Pierluigi Saiu, capogruppo del Centrodestra in Consiglio provinciale, che insieme ai colleghi Giorgio Fresu e Giampaolo Corda ha fatto propria la drammatica denuncia della UIL Funzione Pubblica a opera del delegato Dionigi Deledda. La realtà del reparto è critica: oggi la struttura si regge sulle spalle di appena due dirigenti medici in servizio. Professionisti che, peraltro, risultano idonei in altre graduatorie e potrebbero abbandonare Nuoro da un momento all’altro per trasferirsi in altre ASL, decretando la fine dell’assistenza oncologica nel territorio.
A far discutere è anche il piano di riparto dell’ARES, definito dall’opposizione come una vera e propria beffa. Il concorso unificato ha infatti assegnato un solo oncologo a Nuoro, mentre ben sei professionisti sono stati destinati a Oristano. Un paradosso che, secondo Saiu, certifica il fallimento totale degli annunci della presidente della Regione Alessandra Todde (che detiene anche la delega alla Sanità), la quale solo tre mesi fa, durante la conferenza socio-sanitaria in Provincia, aveva garantito un cambio di rotta. Da allora la situazione è persino precipitata, con ripercussioni pesanti anche in pneumologia – costretta a tagliare i servizi –, ortopedia e al pronto soccorso.
Il Centrodestra passa al contrattacco e annuncia una mobilitazione totale del territorio. Saiu formalizzerà al presidente della Provincia, Ciccolini, la richiesta di riconvocare d’urgenza la conferenza socio-sanitaria, esigendo la presenza della governatrice Todde per un confronto senza filtri. La miccia della polemica si accende anche alla vigilia dell’inaugurazione, allo Zonchello, del nuovo poliambulatorio mobile per gli screening sul territorio. Un evento bollato da Saiu come una passerella retorica: per l’esponente dell’opposizione è un’inaccettabile contraddizione celebrare la prevenzione e i controlli nei paesi se poi si lascia morire il reparto centrale che dovrebbe accogliere e curare i malati.
