GENONI – A partire dal 15 maggio 2026, il comune di Genoni si trasforma in un museo a cielo aperto dove le pareti del paese raccontano i miti e le leggende della Sardegna antica. Il progetto, denominato “Contos”, rappresenta il primo percorso nell’isola interamente dedicato alla valorizzazione del patrimonio narrativo tradizionale attraverso l’arte pubblica. L’iniziativa si compone di dodici opere realizzate da altrettanti artisti internazionali che, attraverso tre residenze, hanno tradotto in immagini le storie tramandate per secoli oralmente. Ogni murale sarà accompagnato da un QR code che permetterà ai visitatori di ascoltare il racconto originale, restituendo così alla storia dipinta la sua voce e il suo contesto.

Genoni, uno dei murales del progetto Contos
La genesi del progetto affonda le radici in una profonda ricerca che ha unito lo studio dei testi classici di autori come Grazia Deledda, Sergio Atzeni e Dolores Turchi all’ascolto diretto degli anziani di Genoni. Da queste interviste sono emerse dodici favole emblematiche, selezionate per il loro valore culturale e sociale. Tra i temi trattati figurano il rispetto per l’archeologia con Sa Musca Maccedda, la sacralità dell’acqua in Il Vecchio e il Giovane, il megalitismo di Luxia Arrabbiosa e la celebre figura di S’Accabbadora. Sotto la direzione artistica di Daniele Gregorini, gli artisti coinvolti — provenienti da Genoni, dalla Sardegna, dal resto d’Italia e dalla Spagna — hanno vissuto il territorio per cogliere l’essenza delle storie e trasformarle in un linguaggio visivo contemporaneo.

Genoni, uno dei murales del progetto Contos
“Contos” è parte integrante di un programma più ampio che ha visto Genoni tra i vincitori del Bando Borghi, coordinato da Urban Center e Home Network. Queste organizzazioni, nate con l’obiettivo di promuovere la rigenerazione urbana e l’innovazione sociale, utilizzano l’arte come una vera e propria infrastruttura per lo sviluppo delle comunità. Tra le opere e gli artisti protagonisti si segnalano, tra gli altri, Alessio Zucca, Skan, Rosk e gli spagnoli Maz e Doa, che hanno contribuito a rendere Genoni il primo comune sardo in cui è possibile attraversare l’intero immaginario collettivo dell’isola camminando semplicemente per le vie del centro.
