Sembrava il preludio a un clamoroso passo indietro, un giallo politico alimentato da sussurri e indiscrezioni. Invece, la montagna ha partorito il classico topolino: le voci di una possibile rinuncia di Leonardo Moro alla presidenza dell’Istituto Superiore Regionale Etnografico (Isre) sono state seccamente smentite. Nonostante le speculazioni sul suo orientamento politico e sui dubbi circa l’accettazione dell’incarico, la realtà dei fatti racconta una storia diversa, fatta di tempi tecnici e burocrazia regionale.
LA NOMINA È AL TRAGUARDO – LA FIRMA DI ALESSANDRA TODDE ATTESA A GIORNI – Nessun ripensamento, dunque. Leonardo Moro, attuale impiegato regionale, non ha mai avuto intenzione di declinare la proposta. Il ritardo nel passaggio ufficiale è stato dettato dalla volontà dell’interessato di concludere alcuni procedimenti amministrativi in itinere nei suoi uffici di appartenenza, prima di rassegnare le dimissioni e tuffarsi in questa sfida complessa. Gli uffici regionali hanno terminato l’istruttoria proprio ieri sera e la governatrice Alessandra Todde sarebbe ormai pronta a mettere nero su bianco il mandato ufficiale. Se l’iter procederà senza ulteriori intoppi, l’ufficialità arriverà già nei prossimi giorni.
NEL CDA SPUNTA UNA DONNA – LE CORRENTI POLITICHE TROVANO LA QUADRA – Ma le novità non finiscono qui. Mentre si chiude il caso Moro, si apre il capitolo del nuovo Consiglio di Amministrazione. Le correnti politiche avrebbero già trovato l’accordo sul nome femminile da inserire nel board dell’Istituto. Una mossa che punta a garantire l’equilibrio di genere e a stabilizzare la governance dell’ente culturale più importante della città, mettendo fine a una stagione di incertezze e indiscrezioni che, alla fine, si sono rivelate solo fumo negli occhi.
