Taglio ai servizi: dopo il 41 bis, Nuoro e Oristano perdono anche le Corti Tributarie

Salvatore

Per la tua pubblicità su Cronache Nuoresi scrivi una mail a: commerciale@cronachenuoresi.it o chiama il n. +39 324 952 7229

Taglio ai servizi: dopo il 41 bis, Nuoro e Oristano perdono anche le Corti Tributarie

Il processo di spopolamento istituzionale dei territori del centro Sardegna segna una nuova, preoccupante tappa. Dopo le polemiche legate alla gestione del regime di 41 bis nelle carceri isolane, arriva la scure sulle Corti Tributarie: i presidi di Nuoro e Oristano rischiano la chiusura definitiv
lunedì 16 Febbraio 2026 - 11:52
Taglio ai servizi: dopo il 41 bis, Nuoro e Oristano perdono anche le Corti Tributarie

Nuoro, uno scorcio del Tribunale (foto S.Novellu)

La geografia della giustizia tributaria in Sardegna si avvia verso un drastico ridimensionamento che rischia di lasciare sguarnito il cuore dell’Isola. Secondo la riforma nazionale, le Corti di giustizia tributaria di primo grado di Nuoro e Oristano sono destinate alla soppressione, riducendo l’intero sistema regionale alle sole sedi di Cagliari e Sassari. Una decisione che sta sollevando un’ondata di polemiche per quello che viene percepito come l’ennesimo arretramento dello Stato dai territori più fragili e dalle aree interne.

Sebastian Cocco (foto S.Novellu)

Sebastian Cocco (foto S.Novellu)

L’allarme lanciato dal gruppo Uniti per Alessandra Todde attraverso il capogruppo Sebastian Cocco, sottolinea come la chiusura di 22 sedi su 103 in tutta Italia colpisca la Sardegna in modo sproporzionato. Il criterio utilizzato per giustificare i tagli si fonda quasi esclusivamente sul numero dei ricorsi trattati, un parametro numerico che non terrebbe conto delle specificità dell’isola: vastità geografica, carenze infrastrutturali e frammentazione amministrativa. La critica è netta: non si tratta di una razionalizzazione dei costi, ma di una centralizzazione dei servizi che svuota i territori e complica l’accesso alla giustizia per cittadini e imprese.

Particolarmente critica appare la situazione di Nuoro, l’unico capoluogo sardo sprovvisto di un collegamento ferroviario nazionale. Per i professionisti, i contribuenti e i dipendenti amministrativi del centro Sardegna, la chiusura della Corte significherebbe dover affrontare trasferte onerose verso Cagliari o Sassari, con un aggravio di tempi e costi che ricadrebbe interamente sulle spalle dell’utenza. Questa scelta si porrebbe inoltre in contrasto con la legge delega 111 del 2023, che imporrebbe di valutare criteri più ampi, come la popolazione e l’estensione territoriale, anziché basarsi su una semplice soglia numerica di pratiche.

La richiesta che arriva dalle istituzioni regionali è un appello urgente ai parlamentari sardi affinché intervengano immediatamente presso il Governo. L’obiettivo è correggere una riforma che sembra ignorare il principio di insularità sancito dalla Costituzione e che rischia di aumentare la distanza percepita tra i cittadini e le istituzioni. In un territorio dove i servizi pubblici sono già ridotti all’osso, la perdita di un presidio giudiziario viene vista come un segnale di abbandono istituzionale che nega il diritto fondamentale a una giustizia di prossimità.

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Commenta
Sostieni l'informazione libera e indipendente di Cronache Nuoresi