I parlamentari sardi di Fratelli d’Italia replicano alla Giunta Todde e alla Diocesi di Nuoro: «Strutture dedicate e sorveglianza speciale del GOM. Basta scaricare paure infondate sui cittadini»
NUORO – La polemica sulla trasformazione del carcere di Badu ‘e Carros in un polo per la detenzione dura non accenna a placarsi, ma incassa la dura replica dei parlamentari sardi di Fratelli d’Italia. Salvatore Deidda, Francesco Mura, Barbara Polo, Gianni Lampis e Giovanni Satta hanno diffuso una nota congiunta per riportare il dibattito su binari tecnici, tacciando di “leggerezza” e “inadeguatezza” le posizioni espresse recentemente dalla Giunta Regionale e dalle autorità religiose locali.
L’ATTACCO ALLA GIUNTA TODDE – Il bersaglio principale dei parlamentari sono gli esponenti della giunta guidata da Alessandra Todde, colpevoli, secondo FdI, di aver diffuso interpretazioni personali su riunioni operative delicate. «È stupefacente la leggerezza con cui si affrontano dossier complessi», dichiarano i parlamentari, sottolineando che chi riveste ruoli istituzionali dovrebbe agire con senso di responsabilità invece di «scaricare paure infondate sui cittadini». Fratelli d’Italia ricorda che il regime di 41-bis in Sardegna non è una novità e che la legge prevede da sempre la dislocazione di questi detenuti nelle isole. Tuttavia, rivendicano un deciso “cambio di passo” impresso dal Governo Meloni attraverso quattro punti cardine volti a garantire la sicurezza del territorio nuorese. Strutture dedicate: i detenuti saranno ospitati esclusivamente in sezioni appositamente ristrutturate; fine della promiscuità: non ci sarà alcuna commistione tra i boss sottoposti al regime speciale e gli altri detenuti comuni; sorveglianza d’élite: il controllo sarà affidato esclusivamente al G.O.M. (Gruppo Operativo Mobile), personale specializzato che garantisce i massimi standard di sicurezza; nessun “trasferimento di massa”: i parlamentari smentiscono con forza il rischio di un afflusso dei familiari dei boss a Nuoro. «I clan restano nei loro territori di competenza; il luogo di detenzione è un fattore indifferente per le dinamiche criminali».
BASTA POLEMICHE – La nota arriva in risposta alle preoccupazioni manifestate dal vescovo di Nuoro, monsignor Antonello Mura, e dalle istituzioni locali, che temono un impatto sociale negativo per la città. Per il Centrodestra di governo, però, la sicurezza del sistema penitenziario e la lotta alla criminalità organizzata non possono essere oggetto di «polemiche strumentali», ma necessitano di strutture efficienti e isolate come quella barbaricina. (S.N.)

Forse i meloniani non sanno esattamente in cosa consista il 41 bis,,,non si può fare Badu e Carros tutto 41,primo) il 90% del personale non è preparato al regolamento dello stesso, gli agenti del gom ,sono il restante 10% quindi quel 90% non può fare servizio con il 41 come da regolamento, secondo la struttura non è idonea , non c’è vigilanza armata se non quei pochi militari all.esterno della struttura.e tanti altri problemi che i meloniani non hanno mai visto..Poco tempo fa’ a Mamone e arrivato Del Mastro per visitare la colonia,vi dico che il segretario alla giustizia ha rifiutato qualsiasi colloquio con detenuti oppure abbia visitato le aree detentive per vedere il degrado che c’è a Mamone e non solo , Io continuo a pensare che il governo Meloni abbia preso di mira la nostra terra non solo per le carceri.vedo una cosa che mi sta preoccupando,la Meloni si sta accanendo contro la Sardegna per screditare il governo regionale perché non è governata dalla destra ,questa è una mia impressione ma la strada è quella giusta, concittadini svegliamoci