Originario di Irgoli, Chessa si era sottratto alla giustizia dopo la condanna definitiva a 13 anni per rapine e il fallito colpo alla Mondialpol. Era ritenuto figura centrale della banda specializzata in colpi paramilitari
È finita nelle campagne di Thiesi la latitanza di Franco Giovanni Chessa, 55 anni, originario di Irgoli (Nuoro) e titolare di un’azienda agricola. Ritenuto dagli inquirenti uno dei personaggi più pericolosi della criminalità sarda e capobanda specializzato in assalti a portavalori e caveau, Chessa è stato arrestato dagli agenti della Squadra mobile della Questura di Sassari, ponendo fine a una fuga durata circa un mese. L’uomo era latitante da quando la Corte di Cassazione aveva emesso la sentenza definitiva di condanna, che lo vede dover scontare oltre undici anni di reclusione (la condanna definitiva ammontava a 13 anni e 5 mesi). L’ordine di carcerazione era stato emesso dalla Procura generale della Repubblica della Corte d’appello di Cagliari.
I REATI E L’ARRESTO – Chessa era stato condannato per una serie di gravi reati legati a rapine paramilitari, in particolare per l’assalto al portavalori Vigilpol avvenuto nel 2015 nei pressi di Bonorva, che fruttò un bottino di circa 534 mila euro; il fallito assalto alla sede Mondialpol di Sassari nel 2020, colpo che il 55enne aveva ideato come capobanda e che fu sventato grazie all’arrivo della Polizia che teneva d’occhio i malviventi.
Il suo nome era stato anche accostato ad altri colpi eclatanti, come l’assalto da 11 milioni di euro alla Mondialpol di Sassari nel 2016 e la rapina al supermercato Conad di Ittiri nel 2019, ma per questi due episodi Chessa era stato assolto.
IL BLITZ E L’ARRESTO – Gli agenti della Mobile di Sassari sono arrivati al latitante dopo una delicata operazione investigativa. Grazie a prolungati contatti e un lavoro di persuasione verso le persone a lui vicine, Chessa ha deciso di presentarsi spontaneamente alla Polizia nell’agro di Thiesi, nella zona dove aveva la sua azienda. Secondo gli inquirenti, Chessa era indicato come figura centrale nell’operazione del 2021 denominata “La Ditta”, inchiesta condotta da Polizia e Guardia di finanza sotto il coordinamento della Direzione distrettuale Antimafia di Cagliari. La banda, ritenuta di “eccezionale pericolosità”, era specializzata in colpi spettacolari, utilizzando armi da guerra (mitragliatrici Uzi, Kalashnikov, fucili automatici e bombe a mano) e tecniche paramilitari, e si riuniva in ovili isolati del Nuorese e del Sassarese per pianificare gli assalti. Chessa sarebbe stato il coordinatore dei gruppi più attivi. La Procura generale di Cagliari lo indicava inoltre come collegato al gruppo guidato dall’ex vicesindaco di Villagrande Giovanni Olianas e dal talanese Luca Arzu.
Dopo l’arresto, Franco Giovanni Chessa è stato trasferito e si trova ora recluso nel carcere di Bancali, a Sassari, dove inizierà a scontare la pena definitiva.
