NUORO – Si è avvalso della facoltà di non rispondere Peppino Puligheddu, il sessantenne originario di Orgosolo che questa mattina è comparso davanti al giudice per le indagini preliminari Giovanni Angelicchio per l’interrogatorio di garanzia. Puligheddu, difeso dagli avvocati Paola Marteddu e Giovanni Angelo Colli, è indicato dagli inquirenti come il presunto capo della banda indagata per l’assalto a un portavalori a Torpè, di una fallita rapina al bancomat di Oliena, del colpo ai Monopoli di Stato di Pratosardo e di uno sventato colpo a un altro portavalori, attualmente detenuto nel carcere di Badu ‘e Carros, ha preferito rimanere in silenzio di fronte al giudice, il quale ha confermato la misura cautelare in carcere. Puligheddu.
Il sessantenne si era reso irreperibile martedì mattina, sfuggendo all’operazione che aveva portato all’arresto Michele Carta (41enne di Siniscola), Riccardo Mercuriu (30enne di Mamoiada), Antonio Saccheddu (35enne di Orgosolo), Alessandro Dessolis (41, di Orgosolo), Giovanni Piras (29enne di Orgosolo) e Pasquale Musina (49enne di Orgosolo). sei persone tra Orgosolo, Mamoiada e Siniscola. La sua latitanza, durata due giorni, si è conclusa venerdì pomeriggio, quando si è costituito spontaneamente agli agenti della Squadra Mobile di Nuoro, con il supporto del Commissariato di Olbia.
Davanti al GIP, Puligheddu si è limitato a fornire una dichiarazione spontanea in merito alla sua fuga. Ha sostenuto di essersi allontanato “solo provvisoriamente” per occuparsi di alcuni cavalli che, a suo dire, sarebbero rimasti in difficoltà con il suo arresto. L’uomo ha aggiunto di non aver mai avuto l’intenzione di sottrarsi definitivamente alla giustizia.
