Nuoro. I quattro generi artistici di Zizzi: dal 28 aprile al centro polifunzionale di via Roma

Francesco Pirisi

Nuoro. I quattro generi artistici di Zizzi: dal 28 aprile al centro polifunzionale di via Roma

Francesco Pirisi
mercoledì 17 Aprile 2024 - 15:42
Nuoro. I quattro generi artistici di Zizzi: dal 28 aprile al centro polifunzionale di via Roma

Figurativo, iperrealismo, fantastico e terrecotte in un’unica esposizione. Quella dell’artista nuorese Salvatore Zizzi, dal 28 aprile (ore 18) presente al Centro polifunzionale di via Roma, a Nuoro. Esposizione che arriva dopo un lungo percorso professionale diviso tra la pittura e la ceramica, durante il quale ha collaborato con diverse gallerie d’arte nazionali, tra cui quelle di Padova e Napoli. In tutto questo tempo un’opera che dalla pittura accademica, riconosciuta e premiata, è passata alla pittura “fotografica”  che per sua natura esaspera il dato reale. Ne è balzato fuori l’artista maturo e poliedrico che il pubblico nuorese potrà conoscere proprio in questa esposizione aperta sino al 12 maggio. Se si vuole scegliere una chicca tra i quadri alle pareti del Polifunzionale di via Roma, questa può essere l’interpretazione de “La Ragazza dall’orecchino di perla”, del pittore olandese Vermeer.

FIGURATIVO– Per il settore del figurativo, Zizzi racconta: «Il mio “io” nell’opera è un caleidoscopio di emozioni e riflessioni  progettato per stimolare e ispirare il cuore». Per poi proseguire: «Le opere rappresentano l’“io” più segreto di chi guarda, creando un ponte tra l’immaginazione dell’artista e l’esperienza personale di chi osserva».

IPERREALISMO –  L’artista nuorese ripropone il filo sottile su cui camminano arte e filosofia, per parlare dell’essenza del visibile, a cui assegnargli un significato. Zizzi riprende e rilancia, con un’interpretazione personale, quella che chiama «l’ossessione per il vero, la riproduzione quasi maniacale delle realtà e l’attenzione ai dettagli infinitesimali», che caratterizzano per l’appunto l’opera “iperrealistica. Genere artistico – è da ricordare – che parte dagli Usa, negli anni ’60, frutto dell’esasperazione della Pop Art.

FANTASTICO- L’altro impegno creativo di Zizzi è quello di dare il suo contributo alla rinascita della pittura Fantastica, che tanto successo ha avuto nei secoli, con le miniature medievali, le statue degli dei greci, i dipinti del Rinascimento, sino al simbolismo dell’800. «Poi però – scrive nelle sue note l’artista nuorese – in Italia, il paese che insieme all’Inghilterra e agli Stati Uniti, ha dato più lustro all’illustrazione del genere fantastico, questo stesso genere è stato ucciso, senza rendersi conto del danno perpetrato al mondo dell’arte».

TERRECOTTE –  Anche in questo caso l’impegno di Salvatore Zizzi è quello del viaggio nella storia di quest’arte tra i suoi creatori, per scoprirne il senso, la perizia, e riproporla, non rinunciando alla sua personale interpretazione, al simbolismo che ogni opera d’arte contiene in sé. «Personalmente – afferma l’artista – trovo del tutto futile, e vaga, tutta la discussione circa il modellare e l’intagliare. Il risultato è ciò che conta. Tra i due modi – aggiunge Zizzi –  il modellare a me sembra più creativo. Perché in esso la scultura nasce dal nulla, l’artista è indipendente da tutto, tranne le difficoltà tecniche del soggetto da lui scelto».

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