NUORO – Il goodbye dell’assessore Fausta Moroni al sindaco Soddu è stata l’ennesima silurata all’attuale amministrazione comunale. Queste ore sono decisive per il Primo cittadino da una parte per valutare le proprie dimissioni (scelta che per ora non sembra proprio essere tra i pensieri di Andrea Soddu) dall’altra per evitare il commissariamento alla città, che secondo gli esperti di politica locale, non sarebbe in questa fase l’opzione migliore.

Il sindaco di Soddu Andrea Soddu (foto S. Novellu)
MAGGIORANZA INESISTENTE – Dopo la defezione di Moroni e il passaggio di tre consiglieri al gruppo misto, (oltre all’abbandono di altri due durante il periodo delle elezioni regionali) Soddu ha dovuto rifare i conti con la matematica capendo che numericamente la Maggioranza si è azzerata. Dunque, per non abbandonare la poltrona, sono aperte tutte le vie specialmente da quando non può più contare sul supporto implicito del Psd’Az. La prima è quella proposta dal Circolo Catte, d’ispirazione socialista che sta lanciando la ciambella di salvataggio a Soddu, ovvero riaprire al centro Sinistra, come riferisce in una nota: “Soddu dovrebbe azzerare l’intera giunta e proporre alla forze di Sinistra (PD, Francesco Guccini, Narciso Guria, Lisetta Bidoni) una giunta di fine legislatura che, con il sostegno del presidente Todde, possa rimettere in sesto il disastro politico e amministrativo da lui creato”; in alternativa, appellarsi a tutte le forze consiliari presenti per terminare il mandato e evitare l’imposizione di una gestione commissariale.
LE FORZE DI OPPOSIZIONE – Dai banchi dell’Opposizione, intanto, non ci sono spiragli di collaborazione ma solo di chiusura e secondo indiscrezioni il presidente del consiglio Sebastian Cocco che già in precedenza aveva dato vita all’intergruppo chiederà in occasione del prossimo consiglio comunale al primo cittadino di dimettersi. Se Soddu comunque in queste ore dovesse trovare l’escamotage per proseguire il proprio mandato, il banco di prova della propria sopravvivenza governativa sarà il 31 marzo, data di approvazione del bilancio previsionale termine ultimo dato all’ente per assolvere a questo impegno.

