Nuoro. La Giunta comunale approva una delibera sul tema dell’energia da fonti alternative

Sonia

Nuoro. La Giunta comunale approva una delibera sul tema dell’energia da fonti alternative

venerdì 09 Febbraio 2024 - 15:58
Nuoro. La Giunta comunale approva una delibera sul tema dell’energia da fonti alternative

Una pala eolica nel Nuorese (foto Novellu)

La giunta comunale di Nuoro prende posizione sul tema energetico. Stamattina l’esecutivo ha approvato una delibera con cui si propone al consiglio comunale di adottare un provvedimento con il quale vengano fissati i principi che per l’amministrazione nuorese dovrebbero essere seguiti dalle politiche regionali relative agli impianti di grande dimensione per la produzione di energia da fonti alternative. La proposta si compone di sei punti fondanti.

Nel primo punto si chiede che la Regione approvi una legge nella quale si stabilisca una moratoria sulle autorizzazioni per l’installazione di nuovi impianti fino a che la Regione stessa non si doti di una specifica normativa sui grandi impianti di energia alternativa.

Il secondo contiene la proposta di istituire un’agenzia regionale per l’energia, di cui farebbero parte Regione e enti locali della Sardegna, che indichi le linee guida e le strategie di sviluppo dell’Isola sul tema energetico.

Come terzo punto la giunta comunale propone la redazione di un piano regolatore degli impianti di energia alternativa della Sardegna che individui le tipologie di aree dove possono essere allocati i nuovi impianti.

A questo proposito, come prevede il quarto punto, c’è poi la proposta di limitare il rilascio delle autorizzazioni per l’installazione fino al raggiungimento della potenza di 6 gw, obiettivo previsto dal Piano nazionale integrato per l’energia e il clima (Pniec) per la Sardegna al 2030.

Per evitare che sole, vento e acqua vengano sfruttati per interessi economici privati senza che ciò abbia ricadute positive sui cittadini sardi, nel quinto punto ci si prefigge l’obiettivo di farli inquadrare come beni pubblici appartenenti al patrimonio collettivo, e di conseguenza, trattarli alla stregua di “beni civici”. Da ciò discenderebbe che  gli investimenti relativi al loro sfruttamento dovranno essere realizzati dalla suddetta Agenzia regionale per l’energia e gli effetti dovranno ricadere sulle comunità regionali, sulle pubbliche amministrazioni, sulle imprese e sui cittadini in via prioritaria, con l’abbattimento dei costi energetici che oggi in Sardegna sono notevolmente più alti rispetto al resto della penisola.

Infine, al quinto punto si propone la realizzazione di una grande comunità energetica regionale, creata dalla sommatoria delle comunità energetiche isolane

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