Nuoro. I legali dei Pintor chiedono giustizia: “imputazione coatta per i sei dirigenti dell’ANAS”

Sonia

Per la tua pubblicità su Cronache Nuoresi scrivi una mail a: commerciale@cronachenuoresi.it o chiama il n. +39 324 952 7229

Nuoro. I legali dei Pintor chiedono giustizia: “imputazione coatta per i sei dirigenti dell’ANAS”

venerdì 10 Febbraio 2023 - 19:02
Nuoro. I legali dei Pintor chiedono giustizia: “imputazione coatta per i sei dirigenti dell’ANAS”

L'immagine pubblicata dal giovane su Facebook e quella che lo ritrae insieme ai fratelli

“Francesco e Matteo, 23 e 16 anni persero la vita sostanzialmente per il posizionamento del guard rail“. Hanno argomentato così i legali della famiglia Pintor Ivano Iai e Marcello Mereu davanti al gip Giovanni Angelicchio, oggi in udienza a Nuoro, che hanno fatto richiesta dell’imputazione coatta nei confronti dei 6 indagati, tutti dirigenti dell’Anas, e il capo cantoniere.

Per i  fratelli Pintor che persero la vita nel giorno di Natale di 5 anni fa in un incidente sulla Trasversale sarda 129 Nuoro-Macomer, nel tratto ribattezzato “curva della morte”,  oggi c’è stata la richiesta di opposizione all’ archiviazione formulata dal pm Andrea Ghironi.

In subordine hanno chiesto una consulenza peritale, che si aggiunge alle due perizie di parte già espletate, per verificare il posizionamento del guard-rail contro cui l’auto dei fratelli fratelli Pintor aveva impattato, tranciandolo e trasformandolo in una potente lama tagliente, fatale per i due giovani.

«Vogliamo capire – hanno argomentato i due avvocati – cosa sarebbe successo se il posizionamento del guard rail fosse stato corretto, se avesse impedito l’evento tragico o se avesse determinato un incidente meno grave». Sulla mancanza di un nesso di causalità tra la tragedia e le responsabilità dell’Anas ha invece insistito il pm Ghironi, che ha infatti reiterato la richiesta di archiviazione. Per il pool della difesa – Matteo Pinna, Luigi Ledda e Andrea Pogliani – la statale era perfettamente manutenuta. Non è così per gli avvocati della famiglia Pintor.

«L’Anas – hanno incalzato – è intervenuta sulla strada per cambiare tutto solo dopo l’intervento dell’associazione #adessobasta di Giovanni Pintor (fratello di Francesco e Matteo sopravissuto all’incidente, ndr) per chiedere a gran voce i lavori sulla statale disseminata di croci e mazzi di fiori». Giovanni – presente in aula con i genitori – oggi ha 27 anni e continua la battaglia per strade sicure:  «È ora di cambiare mentalità, è ora di responsabilizzare chi ha tra le mani la nostra sicurezza per strada, e quindi la nostra vita – ha scritto in un lungo post sui social – Abbiamo il diritto di viaggiare su strade che non uccidono. Per quanto si cerchi di dipingere un vuoto di responsabilità, il peso delle azioni mancate non si può negare».

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Commenta
Sostieni l'informazione libera e indipendente di Cronache Nuoresi