I detenuti di Badu ‘e Carros realizzano il presepe con l’auspicio di donarlo a Papa Francesco

Franceschino Nieddu

Per la tua pubblicità su Cronache Nuoresi scrivi una mail a: commerciale@cronachenuoresi.it o chiama il n. +39 324 952 7229

I detenuti di Badu ‘e Carros realizzano il presepe con l’auspicio di donarlo a Papa Francesco

mercoledì 21 Dicembre 2022 - 11:29
I detenuti di Badu ‘e Carros realizzano il presepe con l’auspicio di donarlo a Papa Francesco

Presepe Badu 'e Carros

Nelle storia moderna il primo presepe venne creato da San Francesco d’Assisi nel 1223 che al ritorno dalla Terra Santa volle realizzare la natività, in un paese per lui tanto simile a Betlemme. Quest’anno ad opera dei volontari della Caritas Diocesiana, un presepe accompagna chi vive e lavora all’interno del carcere nuorese di Badu ‘e Carros.

Presepe Carcere BAdu ‘e Carros

Sono i detenuti della 5° Sezione di Alta Sicurezza, che da oltre un mese hanno eseguito un certosino lavoro di realizzazione dell’opera, con l’aiuto dei volontari, dove esprimono tutto il loro spirito artistico. “Un presepe di Libertà” parteciperà al concorso ideato e organizzato dal Ministero di Grazia e Giustizia:  con lo sfondo disegnato, che  raffigura il Nuraghe di Santa Sabina, collocato la grotta di Betlemme in un “pinnettu″ delle nostre montagne, ricreato in miniatura il pozzo sacro di “Su Tempiesu″.

In particolare quest’opera ha avuto l’ispirazione dal progetto” Presepi nelle carceri italiane″ promosso dall’Ispettorato Generale dei Cappellani, che ha invitato gli istituti ad allestire in tutte le carceri la sacra rappresentazione. L’auspicio è quello di vincere il primo premio che consiste nel donare il presepe a Papa Francesco.

Presepe di Badu ‘e Carros

In uno spazio di oltre 10 metri sono state posate circa 35 statuette di stoffa alte 30 cm. in costume sardo, le casette in legno, il pozzo, la fonte che regala un tocco magico all’intera creazione, l’Arcangelo Gabriele che protegge la capanna, i tipici prodotti  delle nostre montagne e campagne: ” Le taschedde″ dei pastori, l’arrosto del porcetto, i pani, dolci tradizionali.

Dicono i volontari che gli ospiti sono stati molto laboriosi, infaticabili, e precisi nella realizzazione dei particolari, iniziavano la mattina e, nel primo pomeriggio, continuavano a lavorare da soli, un impegno encomiabile con il desiderio di regalare, a tutta la comunità penitenziaria nuorese, un momento di gioia e riflessione.

Molti di coloro che hanno partecipato, non sono sardi,  hanno dovuto studiare e sviluppare la conoscenza degli usi e costumi locali, sui documenti disponibili nella struttura carceraria. C’è il principio costituzionale che afferma “Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso d’umanità  e devono tendere alla rieducazione del condannato″.

Questo può essere realizzato, secondo i volontari, gli assistenti sociali, gli educatori e la Direzione del carcere, anche con il presepe di Natale, che ricorda quel “Bambinello″ venuto al mondo per tutti noi, che rappresenta la speranza, la luce che illumina, la rinascita.

Franceschino Nieddu

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Commenta
Sostieni l'informazione libera e indipendente di Cronache Nuoresi