“L’A.N.C.I. si svegli e impedisca il sacco energetico della Sardegna”: appello dell’A.D.E.S.

Franceschino Nieddu

“L’A.N.C.I. si svegli e impedisca il sacco energetico della Sardegna”: appello dell’A.D.E.S.

mercoledì 03 Agosto 2022 - 08:29
“L’A.N.C.I. si svegli e impedisca il sacco energetico della Sardegna”: appello dell’A.D.E.S.

“A seguito del conflitto russo-ucraino la questione energetica è diventata centrale in tutte le agende politiche e non fanno eccezione quelle delle amministrazioni locali sarde che si riuniranno il 3 agosto ad Arborea per discutere di questo tema”, così l’A.D.E.S. (Assemblea per la Democrazia Energetica in Sardegna) in una nota.

“È vero che l’A.N.C.I. era impegnata nell’elezione del nuovo presidente – prosegue –  ma i sindaci che rappresentano le istituzioni più vicine ai cittadini potrebbero giocare un ruolo decisivo e determinante nella costruzione di un corso energetico che sia  giusto sul piano ambientale e sociale”.

L’A.N.C.I. appare lontana dalle reali esigenze dei cittadini, perché la questione energetica non viene affrontata nella sua interezza, nonostante la Sardegna sia sempre nel mirino dei grandi player del settore (ENI, ENEL, TERNA, ITALGAS, SNAM e società collegate) e delle società dedite alla realizzazione di mega-impianti da fonti rinnovabili, precisiamo che queste sono l’unica scelta possibile, ma gli impianti possono essere realizzati secondo criteri ecosostenibili, gli unici validi, o riproponendo e acuendo sotto altre forme un ulteriore danno ambientale.

Oggi – continua l’A.D.E.S. – ci sono centinaia di proposte di nuovi grandi impianti industriali di fonti rinnovabili e altrettanti progetti di metanizzazione, come quelli del potenziamento delle linee di trasmissione della rete elettrica tra le quelli il cavo Sardegna/Sicilia (Tyrrhenian Link), tutti  tasselli di un unico mosaico dove la Sardegna appare come doppia colonia energetica. Ci colpisce come l’ assemblea dei primi cittadini non esprima una posizione di dissenso contro la metanizzazione dell’Isola, come giustamente ha fatto per l’individuazione nel territorio sardo del deposito unico nazionale di scorie nucleari.

La scelta del gas significa non solo ignorare la crisi climatica, ma anche le speculazioni finanziarie e attuali tensioni internazionali  se pensiamo che attualmente il prezzo del gas si aggira intorno ai 200 euro/MWH, sostenere questa scelta significa fa pagare la crisi energetica ai cittadini, alle imprese, già penalizzate dai rincari  sui consumi e sui costi di produzione, ricordiamo che proprio il presidente dell’ANCI, Emiliano Deiana si era espresso a suo tempo, a titolo personale, in termini scettici sulla dorsale sarda del metano, ma questa opinione non ha visto una conseguente presa di posizione dell’A.N.C.I..

Lo stesso discorso – prosegue l’A.D.E.S.- vale per i mega impianti da fonti rinnovabili che stravolgono il tessuto ambientale e paesaggistico dei territori della Sardegna, ma a questi non è associata una riduzione dei costi per gli utenti del sistema elettrico, ci sono elevati incentivi statali, a fronte di un meccanismo perverso della fissazione del prezzo all’ingrosso dell’energia, ancorato alla tecnologia più costosa, cioè gli impianti a gas. È stata proprio l’A.N.C.I. con Emiliano Deiana, che aveva bloccato due grandi impianti termodinamici nel campidano di Cagliari e più recentemente nel 2020 si era espressa contro al primo progetto di eolico offshore in Sardegna, ma rispetto ai nuovi progetti presentati contro i quali la società civile ha espresso una posizione critica e preoccupata la stessa A.N.C.I. non si è pronunciata.

L’A.D.E.S. auspica che l’assemblea del 3 agosto non sia  una riunione dove si partorisce un confronto sul nulla!!! O meglio un dibattito dove si getta fumo negli occhi, considerando che siamo vicini alla campagna elettorale e si continua a non affrontare la questione centrale dello sfruttamento del territorio sardo. È tempo che l’A.N.C.I. si esprima su questa questione non più rinviabile, perché anche il PEARS (Pano Energetico Ambientale della Sardegna), -secondo il documento A.D.E.S. – autorizza e ritenere che non servono ulteriori elettrodotti.

Occorre la riduzione dei consumi – conclude il documento – con un mix di comunità energetiche e di un consumo istantaneo e locale dell’energia prodotta dagli impianti rinnovabili esistenti sono gli strumenti per sviluppare e costruire un sistema energetico eco-compatibile con la conseguente riduzione della bolletta energetica, diversamente il confronto che si terrà ad Arborea il 3 agosto sarà sul nulla, arricchito da bei discorsi privi di contenuti”.

F.Nieddu

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