Giovedì 12 maggio presso la Biblioteca S.Satta si è parlato di Femminismo con una protagonista d’eccezione: Lea Melandri, figura tra le più significative e autorevoli del femminismo italiano, autrice di testi teorici fondamentali come “L’infamia originaria” o “Come nasce il sogno d’amore”. Classe 1941 Lea Melandri aggiunge al suo complesso profilo intellettuale una grande simpatia, un narrare affascinante, ricchissimo di esperienze, di passione e lotta politica. Insieme a lei la nuorese Angela Azzaro, vicedirettrice del Riformista, opinionista e scrittrice di diversi libri collettivi tra cui “Nel cuore della politica”, dedicato alle battaglie femministe. Ha coordinato l’incontro Cristina Ibba.
“L’Archivio di Lea” è un progetto nato dal desiderio di un gruppo di donne (Angela Azzaro, Eleonora Cirant, Roberta Corbo, Cristina Ibba, Liliana Moro, Francesca R. Recchia Luciani, Anna Petrungaro, Nunzia Scano) di riafferrare i fili della indomita passione femminista dell’amica e compagna Lea Melandri che della elaborazione, divulgazione e promozione del femminismo degli anni Settanta è stata una protagonista.
La domanda che ci si pone è se abbia ancora un senso, un valore parlare di femminismo nel 2022? Non abbiamo forse raggiunto gli obiettivi per i quali le donne degli anni settanta si sono battute? Le giovani donne di oggi, tra un post su instagram e i tanti tiktok sanno cosa sia stato, cosa sia il femminismo? Le organizzatrici e promotrici del progetto pensano che sia assolutamente necessario riprendere il dibattito, quel pensiero che è stato occultato, banalizzato e oggi la sua storia torna ad essere utile per le generazioni che stanno scoprendo i femminismi.
Attraverso la vita, il lavoro e gli scritti di Lea Melandri si apre un mondo, una storia che non troviamo sui libri scolastici. Le protagoniste, le battaglie, le leggi che hanno caratterizzato gli anni dal ’68 in avanti possiamo trovarli nel sito dedicato. Un archivio di scritti, video, libri, interviste che la Melandri, come dice lei “ancora vivente”, ha aperto e reso fruibile a tutte e tutti. Inquadra nel 1975 l’anno di svolta, l’anno fondamentale delle battaglie femministe, delle donne dimenticate come persone, che esistevano solo in quanto “madre di..”, “moglie di..”, delle donne che volevano contare, partecipare ma soprattutto essere considerate come individui, non in contrapposizione con gli uomini ma con gli uomini. Si parlava di diritti e di approvazione di leggi come quella sull’aborto senza parlare di sessualità, il discorso si faceva più profondo mentre quello proposto stava diventando un femminismo di massa che, entrando nelle università, aveva dato rigore scientifico senza storie personali, senza vissuto. La Melandri quando parla è un fiume in piena, il pubblico presente sarebbe rimasto ore ad ascoltarla e farle domande, tantissimi i temi appena accennati per mancanza di tempo. La sua visione dell’amore, riscoperta anche grazie alla collaborazione con un giornale del quale curava “La posta del cuore”. Attraverso le lettere che riceveva fece autocoscienza, attraverso il sentimentalismo bisognava scoprire il valore del sentimento perché non venisse considerato una miseria delle donne. Riguardo la violenza sulle donne espone alcune sue idee, ribadendo che “la violenza non è amore ma c’entra con l’amore”, bisogna mettere fine al dualismo maschile/femminile attraverso l’educazione e un cambiamento profondo della società. Nei suoi interventi Angela Azzaro, che si definisce femminista “perché significa mettere in discussione la cultura patriarcale fondata sulla supremazia di un sesso sull’altro, sulla costruzione di stereotipi e ruoli e che ingabbiano le libere soggettività, ribadisce che “il femminismo come movimento è la rivoluzione più lunga e più efficace”. I femminismi sono una risorsa filosofica e politica che pensa dal profondo una cultura diversa. Sono stati fatti grandi passi avanti, ma ancora tanto resta da fare. Combattiamo contro una cultura millenaria, non bastano un paio di secoli per sconfiggerla. La strada è lunga”. Si dice ottimista rispetto al ruolo delle donne in futuro, appassionata di serie tv per adolescenti, le guarda con l’occhio della ricercatrice, della studiosa dei fenomeni sociali. Fa alcuni esempi e sottolinea che in alcuni il mondo dell’adolescenza è un mondo finalmente libero dagli stereotipi di genere, mostrano la dualità maschile/femminile come una costruzione che incastra le identità.
Tanto ancora è stato raccontato ma vi invito a visitare il sito https://archiviodilea.it per soddisfare ogni vostra curiosità in tema di femminismo ma soprattutto leggere il femminismo come espressione della storia non raccontata.
Stefania Chisu
