Il rincaro prezzi dell’energia e delle materie prime, in primis il mangime, anima la mobilitazione dei pastori che nel tardo pomeriggio di oggi si sono dati appuntamento in prossimità del cavalcavia della Bitti – Sologo, sulla 131 DCN. Da qui, poi, il corteo si è spostato nella vicina zona industriale.
Un corteo di trattori e auto provenienti non solo dal Nuorese ha sfilato in modo ordinato e compatto con l’unico obiettivo di non abbassare la guardia e mantenere alto lo stato di agitazione.
A distanza di tre anni, quando erano scesi in trincea contro la riduzione del prezzo del latte, i pastori tornano in strada: «Non ce la facciamo più, tanti allevatori e agricoltori sono in ginocchio, le aziende stanno iniziando a non reggere più i costi di produzione a causa dell’aumento delle materie prime, dell’energia elettrica e del carburante».
I pastori sottolineano anche l’assenza delle istituzioni e sopratutto l’incapacità dell’assessore regionale all’Agricoltura Gabriella Murgia di aver supportato la loro battaglia per ottenere gli obiettivi preposti ovvero la riprogrammazione dei sostegni economici che non sempre arrivano puntuali a causa della burocrazia.
I pastori torneranno in piazza se non si avranno risposte certe. La protesta questo giovedì si sposta a Cagliari, sarà il turno degli allevatori e agricoltori di Coldiretti che si sono dati appuntamento davanti al Consiglio regionale.
Una manifestazione pacifica che vuole sensibilizzare le istituzioni (saranno invitati oltre al Prefetto di Cagliari anche i capigruppo del Consiglio regionale) per un caro prezzi incontrollato che sta colpendo tutti i settori economici e tutte le famiglie.
«L’agricoltura sta soffrendo pesantemente questo caro prezzi – sostiene il presidente di Coldiretti Sardegna Battista Cualbu – ed in particolare i settori che oltre ad aver pagato per due anni le restrizioni del Governo per limitare la diffusione del Covid oggi si ritrovano con costi di produzione alle stelle e con i prezzi di vendite uguali o anche inferiori al pre rincaro, come i suinicoltori, i produttori di carciofi e gli allevatori di bovini da latte. Oltre ovviamente ad un mercato più statico per via della pesante crisi economica che sta colpendo le famiglie. Per questo, dopo Talana ed Arborea, sfileremo davanti all’ufficio territoriale del Governo ma inviteremo anche il Prefetto e i rappresentanti politici di tutto l’arco Costituzionale perché in questo momento difficile serve unità e l’impegno di tutti senza distinzione politica».
L’INTERVISTA A MARIO CARAI:
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