Anche a Nuoro come nel resto del’Isola gli studenti dicono un secco no alla riforma dell’esame di Maturità.
Il sit in si è svolto ai Giardini di piazza Vittorio Emauele e ha visto protagonisti gli studenti del Liceo Classico, Liceo Scientifico, Istituto Magistrale sotto l’egida dell’ Unione degli Studenti. Ed è un no secco, con bandiere e striscioni, al ritorno degli scritti nella prova finale dopo tre anni di pandemia.
Nel corso del presidio i vari interventi hanno evidenziato come l’ introduzione di questa ulteriore prova d’ esame è uno strumento di maggiore selezione e considerando come si è svolto l’ anno scolastico, a causa della pandemia con le lezioni a distanza, non può certo agevolare gli studenti, quindi secondo i partecipanti la seconda prova scritta deve essere abolita.
“Gli immaturi siete voi” sono i due messaggi simbolo della mobilitazione con decine di ragazzi, soprattutto dell’ultimo anno delle superiori avvenuta anche in piazza Garibaldi a Cagliari.
«L’aggiunta degli scritti all’interno dell’esame di Stato è la prova evidente che siamo nelle mani di una classe dirigente che non ascolta gli studenti non li tutela», afferma Asia Piras, coordinatrice di Eureka-Rete degli Studenti Medi Cagliari.
«Con questo decreto lo Stato non riconosce le gravi deficienze dell’istituzione scolastica, dovute a tre anni di pandemia. Da anni la struttura dell’esame di Stato continua a cambiare, il che non fa altro che aggiungere maggiore instabilità nelle vite degli studenti al termine del loro percorso scolastico. Chiediamo che si tenga conto delle difficoltà durante la pandemia e che si riesca a stabilire un esame di Stato consono alla qualità della vita esperita negli ultimi anni».
Studenti all’attacco: «Siamo qua perché siamo arrabbiati – spiega Jana Giacobbe, di Eureka – dopo due anni di Dad, due anni di abbandono scolastico, due anni di aumenti delle diagnosi di patologie mentali, due anni di didattica messa da parte e svolta in maniera inefficiente e classista: dopo questi due anni Bianchi ha deciso per noi. Non solo dobbiamo impedire questi esami, non dobbiamo permettere che un esame giudichi quello che è stato un lungo percorso di studi. Il covid non è un alibi: è l’aggravante di una situazione già marcia, ed oggi è il giorno in cui sradicheremo questa piaga dall’istruzione»
F.Nieddu
