Era il 27 maggio 2019, quando Davide Marasco è stato investito e ucciso mentre andava a lavorare nel forno dove faceva il pane, da un uomo ubriaco e contromano su via Casilina, che poi si è dato alla fuga. Il 49enne è stato condannato a sei anni per omicidio stradale.
La rabbia della mamma Maria Grazia Carta residente a Roma ma nuorese di nascita e sempre legata alla sua terra rimane: «Sei anni per la vita di un ragazzo questa è licenza di uccidere».
Il tema è tornato sotto i riflettori dopo la morte del piccolo Daniele in via Cadello a Cagliari (APPROFONDISCI) e la signora Maria Grazia che convive con il suo dolore però si impegna affinché gli omicidi stradali diminuiscano e ci sia un’equa giustizia. Mentre a Nuoro il fine settimana scorso una signora è stata travolta da un’auto mentre attraversava sulle strisce pedonali tra via Roma e via Deffenu (APPROFONDISCI)
In proposito ha scritto anche una lettera al Presidente Mattarella ma a oggi non ha avuto nessuna risposta.
Per febbraio è prevista una nuova iniziativa a Roma.
Stiamo organizzando un flash mob in Campidoglio, uno per ogni vittima stradale a Roma solo per gennaio». Dice la signora Carta che chiarisce le richieste delle associazioni: «Impiego urgente del personale della polizia locale nell’attività di controllo e sanzione del mancato rispetto delle strisce pedonali, limiti di velocità e divieto di sosta. Coinvolgimento di tutte le Forze dell’Ordine nelle stesse attività citate per la Polizia Locale tramite interazione con Prefettura e Osservatorio permanente monitoraggio incidenti stradali. Avvio delle opere di sistemazione stradale, disegno urbano e implementazione TPL come richieste dalla Consulta sicurezza stradale. Avvio campagna di sensibilizzazione, comunicazione e formazione sui temi della mobilità sostenibile e prevenzione stradale verso tutti i cittadini a cominciare dal personale professionale di guida dell’Amministrazione e società partecipate; – utilizzo dei fondi ex art 208 CdS per interventi previsti da codice stesso tra interventi sopra citati».
