Disordini in Kazakistan: 164 persone morte, 22mila feriti e quasi 8mila arrestati

Sonia

Disordini in Kazakistan: 164 persone morte, 22mila feriti e quasi 8mila arrestati

martedì 11 Gennaio 2022 - 11:10
Disordini in Kazakistan: 164 persone morte, 22mila feriti e quasi 8mila arrestati

Crisi in Kazakistan

Sono almeno 164 le persone morte nei disordini che hanno scosso il Kazakistan questa settimana, 103 delle quali solo nella ex capitale Almaty. Tre fra gli uccisi nelle proteste erano bambini, fra cui una di 4 anni. Più di 2200 persone sono rimaste ferite e quasi 8000 sono state arrestate durante gli scontri. Lo riportano diversi media citando il ministero della Salute kazako. Secondo quanto riporta la Bcc, dopo cinque giorni di blackout è stato ripristinato Internet ad Almaty, principale città del Kazakistan. Infatti, nei giorni scorsi, secondo quanto denunciato dal gruppo di monitoraggio web NetBlocks su Twitter, il governo aveva scelto di ricorrere al blackout di Internet per oscurare tutto ciò che sta accadendo nel Paese.

Il presidente del Kazakhstan, Kassym-Jomart Tokayev, intanto ha definito le proteste e i disordini nel Paese come un “tentato colpo di Stato” e ha dichiarato che le forze di sicurezza “non sparerebbero mai “su manifestanti pacifici”.

«Militanti armati che aspettavano dietro le quinte si sono uniti alle proteste. L’obiettivo principale era ovvio: insidiare l’ordine costituzionale, la distruzione delle istituzioni governative e la presa del potere.  È stato un tentato colpo di Stato», ha detto Tokayev aggiungendo che la missione militare guidata da Mosca in Kazakhstan dovrebbe finire “presto”.

Le forze a guida russa in Kazakhstan resteranno nel Paese per un tempo “limitato”, ha garantito il presidente russo Vladimir Putin. Quest’ultimo ha inoltre sottolineato che il Paese è bersaglio del “terrorismo internazionale”. Il presidente del Kazakistan   ha inoltre annunciato che i circa 2.000 soldati del Csto, l’alleanza militare guidata dalla Russia e di cui fanno parte sei repubbliche ex sovietiche, cominceranno a sciare il Paese tra due giorni. «La missione delle forze di pace è stata completata con successo», ha detto Tokayev precisando che il ritiro durerà una decina di giorni.

Intanto anche il Collettivo Comunista di Nuoro esprime preoccupazione per la situazione in Kazakistan. “L’aumento della povertà e delle disuguaglianze sociali, sono motivi di proteste popolari in Kazakistan che rappresenta uno dei paesi  più grandi dell’ex Urss che possiede vasti territori agricoli e minerali. Recentemente il Governo ha aumentato anche il prezzo del gas con il pretesto che viene utilizzato per le auto mentre invece serve anche le utenze domestiche, questo è dovuto alla generazione di criptovalute principalmente di investitori cinesi che richiedono enormi quantità di combustibile, ai quali si aggiungono le ingerenze di altri stati stranieri non solo dell’ex Unione Sovietica ma anche occidentali per i quali l’oligarchia del Kazakistan è un valido alleato”.

Franceschino Nieddu

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