Si è svolto ieri a Nuoro nella sala conferenze della Parrocchia San Domenico Savio il seminario su “Giustizia Riparativa Carcere Ambiente e Comunità”, organizzato dalla Cooperativa Sociale Ut Unum Sint.
Il seminario ha preceduto l’inaugurazione, che si terrà domani 17 dicembre con inizio alle 10, della rotonda tra via Dessanay e via Badu ‘e Carros .
La cerimonia sarà presieduta dai detenuti con la presenza di Don Pietro Borrotzu e la partecipazione degli studenti e professori dell’ITC Chironi. Sarà un’occasione anche per parlare di alcune iniziative che sono state avviate dalla cooperativa. Il seminario è stata un’ iniziativa interessante che ha contribuito alla conoscenza della realtà carceraria, rispetto alla quale non possiamo restare indifferenti e pensare che non ci riguarda.
In proposito c’è stato un riferimento al romanzo “Cosima” di Grazia Deledda, nel quale l’autrice racconta di un ex detenuto Elias che curava la vigna di famiglia situata nella zona dove c’è il pino sotto il quale la scrittrice premio nobel amava rifugiarsi per scrivere. Durante il seminario è stato evidenziato come questa figura è stata importante per la famiglia della scrittrice, in quanto, una volta deceduto il padre aveva suggerito come proseguire la cura della vigna. Questo racconto è stato spunto per dimostrare che Nuoro da sempre è una città che non emargina il mondo dei carcerati.
«Nuoro – è stato detto durante l’incontro – potrebbe essere una città dove applicare delle misure alternative o di comunità oltre al carcere come già è stato attuato a Sassari o a Lecco.
Si è affrontato anche il tema dell’ergastolo che non colpisce solo chi commette il reato ma anche famigliari e i parenti della vittima. È necessario sviluppare occasioni di inserimento sociale, e valorizzare la risorse dei nostri territori abbandonati, con la costituzione di cooperative di lavoro non solo fra ex detenuti ma anche con cittadini disoccupati. Ci si è soffermati anche sul tema delicato del suicidio e dell’autolesionismo compiuto dai detenuti. A questo proposito occorre sapere che a Nuoro negli anni in cui è stato istituito il carcere speciale si era costituito un comitato per la difesa dei diritti dei detenuti e dei loro famigliari: con iniziative pubbliche faceva conoscere la dura realtà delle carceri speciali.
Su questa linea nel 1984, proprio durante il periodo natalizio nella sezione di massima sicurezza di Badu ‘e Carros i detenuti appartenenti alle brigate rosse attuarono lo sciopero della fame per denunciare le condizioni di vita alle quali erano sottoposti.
L’allora cappellano del carcere Don Bussu si rifiutò di celebrare la messa di Natale per essere solidale con quei detenuti. Una presa di posizione che suscitò molto scalpore non solo a Nuoro ma anche a livello nazionale.
F.Nieddu
