La notte del 29 novembre 1914 si spegneva, a causa di una emorragia cerebrale, il poeta nuorese Sebastiano Satta.
“Con Sebastiano Satta scompare una delle più belle e nobili figure di poeta, di oratore e di cittadino che abbiano ma onorato l’isola nostra – scriveva nel darne notizia sulla stampa il cronista dell’epoca. Il popolo, specialmente il popolo, che amava intensamente il suo diletto Bustianu, lo piangerà a lungo”.
Oggi lo vuole ricordare con noi anche il professor Annico Pau, grande studioso di storia locale: “Il grande vate barbaricino, nonostante la grave menomazione che lo aveva colpito nel 1908, continuava a stento a lavorare aiutato dalla moglie e da qualche amico fraterno. L’ultimo lavoro a cui si dedicava con passione era un poemetto di circa 250 versi dal titolo Gli asfodeli, che è un patetico inno alla Sardegna ed ai suoi figli. In calce all’ultima cartella è segnata di suo pugno la data del 2 novembre 1914 – ore 15. Ecco come mi piace ricordare il poeta Sebastiano Satta, figlio di quella stagione di forte slancio culturale che portò Nùoro all’attenzione nazionale per i suoi figli: poeti, scrittori e scrittrici, scultori e pittori ecc.”. [S.Nov.]

