Dopo lo sfratto rinviato nei giorni scorsi della mamma nuorese disabile e le sue bambine, sul grave problema dell’emergenza abitativa a Nuoro interviene il consigliere comunale di “Ripensiamo Nuoro” Emilio Zola.
Mentre sul caso è intervenuto il Sindaco Andrea Soddu che ha chiesto un rinvio dello sfratto esecutivo del Tribunale di Nuoro di almeno quaranta giorni perché si potesse avviare un censimento delle case disponibili, il consigliere Zola denuncia che è saltata la possibilità di sistemare 7 famiglie nell’emergenza abitativa dove ce ne sono ben oltre 300 in attesa di alloggio popolare.
Zola spiega che: «Esiste un edificio pubblico, costruito con il contributo dello Stato, che agli occhi di tutti è inspiegabilmente abbandonato da diverse decine di anni e nel quale sono potenzialmente disponibili 7 alloggi, dei quali alcuni sono stati nel recente passato pure utilizzati ad uso diverso da quello abitativo dalla CCIAA di Nuoro in spregio alle norme vigenti in materia di Edilizia Residenziale Pubblica». Il consigliere di Ripensiamo Nuoro sottolinea come questo stabile rispetto all’originaria destinazione d’uso verrà utilizzato come presunta sede del distretto culturale del Nuorese.
«Tale situazione riveste certamente preoccupazione e indignazione nel vedere che immobili di Edilizia Residenziale Pubblica, come in questo caso, possano essere trasformati con il benestare di questa Amministrazione Comunale, che ha pure autorizzato i recentissimi lavori per la trasformazione dell’immobile originario, come detto, destinato ad alloggi ERP, in una presunta sede del “distretto culturale”, a fronte delle numerose richieste che vi sono da parte di numerosi cittadini che attendono un alloggio da diversi anni» conclude Zola.
