Curava i tumori con ultrasuoni: al via processo in Assise per la dottoressa di Tertenia

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Curava i tumori con ultrasuoni: al via processo in Assise per la dottoressa di Tertenia

martedì 27 Aprile 2021 - 08:49
Curava i tumori con ultrasuoni: al via processo in Assise per la dottoressa di Tertenia

Il palazzo di Giustizia di Cagliari (foto S.Novellu)

Si è aperto ieri in Corte d’Assise a Cagliari, ma è stato subito rinviato al 30 settembre, il processo nei confronti di Alba Veronica Puddu, la dottoressa di Tertenia, in Ogliastra, accusata di omicidio volontario, circonvenzione di incapace e truffa per aver curato dei pazienti affetti da tumore con metodi alternativi, quali gli ultrasuoni.

Il rinvio a causa dell’indisponibilità del collegio di giudici designato per il procedimento, che verrà sostituito a partire dal 30 settembre quando in aula verranno sentiti i primi cinque testi dell’accusa, rappresentata dal pm di Lanusei Gualtiero Battisti. In aula gli avvocati Michele Zuddas e Nicola Andrea Oggiano, difensori di Alba Veronica Puddu, che ha sempre respinto le accuse.

Sul capo della professionista pende anche un procedimento bis, stavolta per truffa aggravata e lesioni volontarie gravi: nel primo caso avrebbe diagnosticato a vari pazienti patologie inesistenti per poi curarle con gli ultrasuoni, nel secondo avrebbe convinto una donna a interrompere le cure per l’ipertiroidismo e a sostituirle con quelle da lei proposte, aggravando il quadro clinico della paziente. Accuse per le quali dovrà comparire davanti al GUP di Lanusei Mariano Arca l’11 maggio prossimo.

A portare alla luce le vicende della dottoressa era stata un’inchiesta di Le Iene andata in onda su Italia Uno il 19 novembre del 2017. In seguito alla trasmissione erano partite le indagini della Procura di Lanusei che ha ipotizzato per lei accuse gravi come l’omicidio volontario. Tre le vittime accertate all’inizio delle inchiesta ma l’accusa di omicidio volontario è rimasta in piedi solo per uno dei tre decessi: negli altri due casi, secondo il consulente del PM, non ci sarebbe stato alcun nesso con le cure. Nel 2018 la Procura aveva disposto il sequestrato nello studio dell’imputata, a Tertenia, di documenti e apparecchiature varie. Nel maggio 2018, il gip l’aveva poi interdetta dall’esercizio della professione medica. E prima ancora era stata sottoposta al provvedimento disciplinare da parte dell’Ordine dei medici di Nuoro.

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