Presentata la bozza del Recovery Plan: stop a quota 100 e al SuperBonus 110%. Laurea sostituirà esame di Stato

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Presentata la bozza del Recovery Plan: stop a quota 100 e al SuperBonus 110%. Laurea sostituirà esame di Stato

sabato 24 Aprile 2021 - 08:13
Presentata la bozza del Recovery Plan: stop a quota 100 e al SuperBonus 110%. Laurea sostituirà esame di Stato

Il CdM sul Piano di Ripresa e Resilienza è stato convocato per questa mattina alle 10,00. L’impegno di Draghi è “consegnare alle prossime generazioni un Paese più moderno”.

Nella bozza di 318 pagine sono tratteggiate sei missioni, quattro grandi riforme, tre priorità trasversali di sostegno a giovani, donne, Sud. Previste 30 grandi infrastrutture di ricerca e uno di eccellenza per le epidemie. La stima del suo impatto sul Pil “sarà nel 2026 di almeno 3,6% più alto”. 

Stop a quota 100, 228mila nuovi posti per gli asili, accesso snello, semplificazione e digitale per la P.A, la laurea varrà già come esame di Stato. Più gare nei servizi pubblici, 25 miliardi per i treni velociNon è prevista la proroga del Superbonus fino al 2023. La supervisione politica del piano sarà a Palazzo Chigi.

Prima dell’invio del piano all’Europa, il 30 aprile, Draghi deve affrontare i partiti che nel frattempo hanno le armi affilate in vista della discussione promette di essere puntigliosa in Consiglio dei ministri. Il CDM che era previsto in giornata, slitta alle 10 di sabato: nessuna ragione politica, spiegano da Palazzo Chigi, ma la necessità di completare le rifiniture del piano. La criticità maggiore sembra essere quella della mancata proroga al 2023 del Superbonus (che pare non sarà  prorogato al 2023 – l’agevolazione al 110% per le ristrutturazioni edilizie viene confermata com’è oggi, fino al 2022) caro al M5s, ma chiesto anche da Confindustria. La bozza prevede che il 40% delle risorse vadano al Sud, il 38% a progetti “Verdi” e il 25% a progetti digitali. Il piano è composto da 6 missioni e 4 riforme della Pubblica amministrazione, della giustizia, per la concorrenza e le semplificazioni. Dopo l’invio del piano in Europa il governo si appresta a varare tre decreti e leggi delega come quella prevista a luglio per la concorrenza. Un decreto servirà a snellire le norme (con la nascita di un apposito ufficio a Palazzo Chigi), con misure come una speciale “VIA statale” per rendere più rapide le autorizzazioni del PNRR. Il secondo decreto servirà per le assunzioni nella P.a. che rafforzeranno l’attuazione del Recovery. E il terzo per definire la governance del piano: la cabina di regia a Palazzo Chigi (con rafforzamento degli uffici della presidenza del Consiglio) dovrebbe coinvolgere le amministrazioni coinvolte, gli enti locali, le parti sociali.

Il grosso del piano è definito e difficilmente cambierà. Ci sono – tra le numerose misure – 6,7 miliardi per le rinnovabili, internet veloce a 8 milioni di famiglie e 9mila scuole, 25 miliardi per la rete ferroviaria veloce, 228mila nuovi posti negli asili. Ma ci sono anche alcuni temi politicamente sensibili. Sparisce dal piano (ma resta finanziato e dunque per ora in vigore) il cashback. A fine 2021 scadrà anche quota 100, cara alla Lega, e sarà sostituita da misure pensionistiche per chi svolga lavori usuranti.

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