«Non è con roboanti proclami o con il braccio di ferro con il Ministero della salute di fronte alla giustizia amministrativa che si fanno valere le proprie ragioni ma con un’azione di contenimento del virus efficace, quell’azione che il presidente della Regione, Christian Solinas e il suo assessore alla Sanità Mario Nieddu non sono riusciti a mettere in atto». Questo il commento della deputata e componente della Commissione affari sociali e sanità, Mara Lapia, alla notizia del pronunciamento del TAR (APPROFONDISCI) Sardegna che ha rigettato la richiesta di sospensiva dell’ordinanza ministeriale con la quale l’Isola è stata inserita nella zona arancione.
«L’approssimazione con la quale la Regione ha gestito l’emergenza sanitaria da Covid 19 – attacca la parlamentare – è stata certificata dai giudici amministrativi che, dopo aver richiesto ulteriore integrazioni al Ministero della salute, hanno dato ragione al Governo. E come potrebbe essere altrimenti se, come ho denunciato più volte, i vertici regionali e l’ATS non solo non sono stati capaci di assicurare una comunicazione dei dati con tempestività e affidabilità ma non sono neanche riusciti a dotare gli ospedali Covid della nostra isola del numero necessario di posti di terapia intensiva?» si chiede Lapia che, alla luce del peggioramento della condizione della Sardegna, passata dalla zona gialla a quella arancione, parla di fallimento su tutta la linea.
«I sardi – incalza il deputata – devono sapere che la responsabilità di queste ulteriori due settimane di restrizioni, con bar e ristoranti chiusi e una crisi economica sempre più pesante, hanno un nome e un cognome. E non si devono ricercare a Roma ma a Cagliari. Questo, oggi – è la sua conclusione – lo ha detto anche il TAR Sardegna».
