Solinas sfida Speranza e ricorre al TAR per l’annullamento immediato della zona arancione

Sonia

Solinas sfida Speranza e ricorre al TAR per l’annullamento immediato della zona arancione

venerdì 29 Gennaio 2021 - 21:53
Solinas sfida Speranza e ricorre al TAR per l’annullamento immediato della zona arancione

Speranza e Solinas

La Regione Sardegna impugna l’ordinanza del Ministro della Salute Roberto Speranza e chiede subito il ripristino della zona Gialla.

Una beffa, per i sardi è questo in sintesi il duro commento del presidente della Regione Christian Solinas sul fatto di penalizzare la nostra Isola e farla rimanere senza nessun parametro concreto nella zona Arancione.  Il governatore sardo ricorre al Tar per annullare il provvedimento del Ministro e dice: «Dietro questi colori, ci sono persone, attività economiche e produttive. Oggi tutti gli indicatori consentono di mantenere la Sardegna in zona gialla, permettendo al nostro sistema economico e produttivo, già duramente provato dal perdurare della pandemia, di continuare il proprio lavoro. Tuteliamo dunque le ragioni e i diritti della Sardegna. La collocazione in arancione, appare immotivata, e nemmeno è possibile individuare con certezza a quali dati si sia fatto riferimento per adottarla».

Solinas ribadisce che i dati sul Covid trasmessi dall’Unità di Crisi regionale sono stati tardivamente recepiti  dal Ministero e: « il confronto con gli indicatori di altre regioni in zona gialla, confermano l’ingiustizia del provvedimento adottato, tanto più che sono stati attivati numerosi nuovi posti in terapia intensiva e l’indicatore RT non è mai stato tale da giustificare il colore arancione».

Il messaggio di Solinas è chiaro: «Non vi è alcun sovraccarico dei servizi assistenziali. L’ultimo rapporto Gimbe, pubblicato ieri, conferma una situazione pienamente sotto controllo e in continuo miglioramento».

«Il Ministro della Salute, con l’ordinanza impugnata, ha quindi stabilito sussistesse la necessità e l’urgenza di collocare la Regione Sardegna in zona “arancione” e vi ha dato corso senza che in merito l’amministrazione sarda abbia potuto concretamente esprimersi o apportare i propri elementi di valutazione (che certo avrebbero consentito di pervenire a conclusioni differenti), applicando un D.P.C.M. pubblicato il venerdì della stessa settimana cui si riferivano i dati presi in considerazione» ribadisce Solinas e prosegue: «La Regione, ritenendo tale decisione ingiusta e ingiustificata, ha chiesto, con spirito di leale collaborazione, che il provvedimento venisse modificato, in ragione delle non corrette modalità di adozione del provvedimento e dell’insussistenza dei presupposti per l’applicazione delle misure in esso previste, ma senza esito».

« Anche oggi il Ministro non ha ritenuto di provvedere in tal senso e, dopo ore di discussione con gliorgani tecnici sulle misure da adottare, alle 19 di oggi ha deciso di tenere la Sardegna in zona arancione. La Lombardia, invece, nel giro di due settimane ha fatto il doppio salto dalla zona rossa a quella arancione a riprova dell’ampia discrezionalità del Ministro in materia».
Se non si annulla il provvedimento la Sardegna sarà obbligata ad almeno un’altra settimana forzata di chiusura “arancione” con grave ed irreparabile danno per l’intera collettività regionale.

La Regione Sarda contesta al Ministero della salute anche  “il difetto di istruttoria nel non prendere in esame i nuovi riscontri inviati sulle terapie intensive effettivamente occupate nelle settimane monitorate (in numero inferiore alla soglia minima richiesta) oltreché l’apertura di nuovi 30 posti in terapia intensiva”.

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