Nuoro. Il Comune ribadisce il NO alle scorie nucleari in Sardegna con la bandiera di NoNucle-NoScorie

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Nuoro. Il Comune ribadisce il NO alle scorie nucleari in Sardegna con la bandiera di NoNucle-NoScorie

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martedì 12 Gennaio 2021 - 15:36
Nuoro. Il Comune ribadisce il NO alle scorie nucleari in Sardegna con la bandiera di NoNucle-NoScorie

La bandiera di NoNucle-NoScorie esposta nel Comune di Nuoro

Stamattina i responsabili del Comitato “NoNucle-NoScorie” hanno consegnato all’amministrazione comunale la bandiera in cui si ribadisce la contrarietà all’ipotesi che la Sardegna venga individuata dal governo nazionale quale sito dove stoccare le scorie nucleari. La consegna nelle mani degli amministratori nuoresi anticipa l’ordine del giorno dell’assemblea di tutti i sindaci sardi convocata dall’ANCI per domani 13 gennaio alla Fiera di Cagliari, ovvero l’opposizione all’individuazione, da parte della Sogin e del Governo Centrale dei territori della Sardegna per il sito di scorie nucleari.

La bandiera è stata esposta all’esterno del Palazzo civico ad emblema della presa di posizione di tutta la cittadinanza.

«Il Comune di Nuoro ha sempre manifestato la sua ferma opposizione allo stoccaggio delle scorie nucleari sul territorio regionale. Siamo stati contrari in passato, lo siamo ora e lo saremo in futuro», è il commento del sindaco Andrea Soddu. «Il popolo sardo – continua – si è pronunciato sulla questione con il referendum del 2011, quando il 97 per cento dei cittadini ha detto un chiaro e definitivo no alla presenza di energia nucleare nell’Isola sotto ogni forma. Per ribadire e rafforzare quella presa di posizione, il 3 marzo 2016 2016 il Consiglio comunale di Nuoro si è espresso all’unanimità contro “l’individuazione della Sardegna quale sito unico destinato a ospitare il deposito nazionale dei rifiuti radioattivi”. Il problema dello stoccaggio delle scorie esiste – conclude Soddu – ne siamo ben consapevoli, ma la nostra Isola ha già pagato, e continua a pagare, un prezzo altissimo in termini ambientali e di occupazione di parte del suo territorio come servitù militari da parte dello Stato. Non possiamo lasciare una simile eredità alle generazioni future»

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