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Bitti. 68 i cittadini evacuati e 400 le abitazioni colpite dallo tsunami di fango e detriti

Bitti si risolleva dal fango (foto S.Novellu)
Bitti si risolleva dal fango (foto S.Novellu)

A cinque giorni dall’alluvione dello scorso 28 novembre il quadro della situazione nel paese di Bitti inizia a farsi sempre più chiaro grazie ai controlli e alle ispezioni su abitazioni, strade, canali tombati e viabilità nell’agro. Il punto si è fatto ieri sera in videoconferenza tra il Centro operativo comunale (COC) di Bitti, coordinato dal sindaco Giuseppe Ciccolini, la Protezione civile nazionale di Roma, rappresentata dal Capo dipartimento Angelo Borrelli e quella regionale guidata dal direttore generale, Antonio Belloi.

Dal 28 novembre a oggi sono 68 i cittadini evacuati: 6 ospitati in strutture di ricezione del paese e 62 a casa di amici o parenti. Una notizia importante arriva dalle ricognizioni nel sottosuolo fra i canali tombati che attraversano le vie maggiormente interessato dall’alluvione: ieri una squadra speleologica dei vigili del fuoco e l’ingegnere comunale hanno ispezionato il canale tra via Cavallotti, piazza Asproni e via Brigata Sassari fino a piazza San Giovanni trovandolo perfettamente integro per larghi tratti con fenomeni di collasso agli estremi della via Cavallotti e in prossimità della Piazza San Giovanni. Soprattutto gli interventi fatti subito dopo l’alluvione del novembre 2013 dall’amministrazione Ciccolini non hanno subito danni, nonostante l’urto devastante della bomba d’acqua di alcuni giorni fa, evitando quindi di creare ulteriori condizioni di pericolo.

Sempre ieri Ciccolini si è confrontato, durante una trasmissione su Radio Radicale, con il ministro dell’Ambiente Sergio Costa. Al rappresentante del governo è stata manifestata la necessità di avere a Bitti una task force tecnica di specialisti della Sogesid Spa (società di ingegneria “in house providing” del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti) al fine di costituire un ufficio permanente sul modello delle aree colpite da terremoto.

La composizione del COC è stata integrata con l’ingresso di tre nuovi soggetti: GAL Nuorese – Baronia; Parco di Tepilora e Provincia di Nuoro. I tre enti metteranno a disposizione personale tecnico che sarà utilizzato soprattutto nelle attività di verifica dei danni nell’agro e nella predisposizione delle misure di sostegno alle imprese. Il territorio di Bitti, con oltre 23mila ettari, è uno dei più estesi della Sardegna, vi operano circa 250 aziende e viene percorso quotidianamente da oltre 600 persone.

Le abitazioni danneggiate. Secondo un primo report stilato dai tecnici dei Vvf della protezione civile e del Comune, sono oltre 400 quelle interessate dalla valanga di acqua, fango e rocce che si è abbattuta sul paese. Le persone evacuate vivono nella parte del paese dove si è riversata la furia del fiume d’acqua, che in alcuni casi ha scavato la terra sotto le palazzine, rendendole pericolanti. Il report è ancora in fase di definizione ma sta per giungere sulla scrivania del capo della Protezione civile nazionale Angelo Borrelli che probabilmente sabato 5 tornerà a Bitti, dopo una prima visita all’indomani dell’alluvione. Sulla verifica statica delle abitazioni si sta ancora lavorando per capire se altre persone dovranno abbandonare definitivamente le loro case. Le situazioni più difficili in via Brescia, via Brigata Sassari e in via Cavallotti, anche se gli allagamenti hanno interessato altri quartieri di Bitti.

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