domenica 29 novembre 2020, Aggiornato alle 20:36
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Presidi sul piede di guerra: “la Regione pretenda le risorse necessarie a evitare contagi tra gli studenti pendolari”

Stazione ARST, studenti pendolari in arrivo a Nuoro (foto S.Novellu)
Stazione ARST, studenti pendolari in arrivo a Nuoro (foto S.Novellu)

«Sono passati 7 mesi da quando la pandemia ha chiuso le scuole e l’Italia intera. Sono passati 3 mesi da quando il Governo e le Regioni hanno assicurato che “stiamo lavorando affinché tutte le ragazze e i ragazzi possano riprendere l’attività scolastica in piena sicurezza”. Sono passate 4 settimane dalla riapertura delle scuole».

«Sono passate 3 settimane da quando questo Coordinamento, con la prima nota “Nessuno resti a terra” ha rappresentato le lacune del sistema dei trasporto pubblico locale». Lo denuncia il  coordinamento dei Presidenti dei Consigli di Circolo e di Istituto della Regione Sardegna, che già il 26 settembre scorso aveva messo in risalto le criticità restando inascoltato. 

I presidi denunciano che nonostante le proteste degli studenti pendolari e la disponibilità di  sedersi a un tavolo da parte dell’ARST la Regione non ha mostrato disponibilità ha risolvere la vertenza.

«Pertanto chiediamo a gran voce che il Presidente della Regione Sardegna pretenda dal governo le risorse necessarie a sanare la situazione, e l’assessore ai Trasporti disponga che si al meglio i trasporti regionali attraverso la ridefinizione di orari, mezzi e corse dedicate allo scopo, adeguandoli alle nuove disposizioni emanate con il DPCM odierno riguardante gli orari di ingresso e uscita degli studenti, non escludendo, da parte sua, convenzioni con società e/o ditte individuali private locali per il trasporto scolastico».

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