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Pecore infette. Il virus Maedi- Visna preoccupa gli allevatori sardi abbandonati dalla Regione

 

Il virus Maedi-Visna, responsabile di una patologia ovina altamente contagiosa che colpisce in particolare i polmoni degli animali, preoccupa sempre più gli allevatori della Sardegna. In particolare i proprietari di diverse aziende dell’Oristanese in cui i controlli sui capi malati, effettuati sin dal 2014 dall’Istituto Zooprofilattico, hanno permesso di accertare la presenza del virus in percentuali preoccupanti. Dall’ultimo studio epidemiologicamente rilevante condotto in Sardegna nel 2007, esteso a 306 allevamenti e 18.513 capi, è inoltre emerso che circa il 90% degli allevamenti ovini analizzati presentava almeno un capo sieropositivo, con una percentuale di pecore infette per gregge del 33%”.

Gli allevatori hanno aderito volontariamente al Protocollo di risanamento proposto dal 2015 dalla Asl di Oristano, isolando i capi infetti e anche affrontando ingenti spese, ma lo stesso Protocollo è stato sospeso appena un anno dopo. Così da quel momento sono stati completamente abbandonati dalle istituzioni regionali, nonostante i ripetuti appelli. Infine, anche l’unico tavolo regionale dedicato al Maedi-Visna, istituito nel 2015, non è riuscito ad assicurare un valido Piano di controllo e monitoraggio del virus come richiesto dai proprietari delle aziende”.

Attualmente, a distanza di anni, la situazione è senza dubbio peggiorata. Ma soprattutto, alla luce dell’emergenza sanitaria che stiamo attraversando, la Regione non può sottovalutare alcun aspetto legato alla salute pubblica, considerato che gli effetti di questo virus sull’uomo, dovuti alla probabilità di assumere latte o carne di animali infetti, non sono stati ancora verificati”.

Porta l’attenzione su una tematica attuale e delicatissima il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Alessandro Solinas, primo firmatario di una mozione che impegna il Presidente della Regione e la Giunta ad adottare immediatamente le misure necessarie ad accertare l’effettiva diffusione del virus Maedi-Visna nella popolazione ovina degli allevamenti sardi, e ad attuare un piano di monitoraggio e controllo ad hoc che preveda una serie di azioni sistematiche di profilassi.

Nell’atto promosso da Solinas si chiede inoltre alla Regione di sostenere economicamente le aziende colpite e di verificare gli effetti del virus sulla salute pubblica.

L’inaspettata emergenza Covid ci impone di non sottovalutare alcun aspetto. Il virus Maedi Visna ha un lungo periodo di incubazione e si diffonde tra gli animali soprattutto attraverso l’assunzione di colostro e di latte, ma è comunque possibile che la trasmissione si verifichi anche attraverso il contatto diretto tra animali”.

Dall’inizio di aprile 2016 – prosegue Alessandro Solinas – cinque allevatori di Ghilarza, Nughedu Santa Vittoria e Soddì, avendo perso ben 1.306 ovini, con un danno di oltre 270 mila euro, hanno più volte diffidato la Regione a estendere agli ovini il piano di risanamento già approvato per la lentivirosi dei caprini, ma ciò non è mai avvenuto. Nel 2017, tre allevatori, esasperati dalla perdurante inerzia della Regione, hanno presentato denuncia alla Procura della Repubblica di Oristano sostenendo che l’autorità sanitaria regionale, omettendo di adempiere ai propri obblighi istituzionali, avrebbe favorito la diffusione di una patologia potenzialmente distruttiva per l’intero comparto ovino sardo. A giugno di quest’anno anche un altro sollecito è stato inviato alle autorità competenti e per conoscenza alla Procura della Repubblica, eppure, non ci risulta che la Regione abbia preso concretamente in carico il problema”ì+è

 

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