La nave Alan Kurdi attracca a Olbia: tamponi su 125 migranti

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La nave Alan Kurdi attracca a Olbia: tamponi su 125 migranti

venerdì 25 Settembre 2020 - 12:48
La nave Alan Kurdi attracca a Olbia: tamponi su 125 migranti

La nave Alan Kurdi è arrivata al porto industriale di Olbia poco prima delle 10.30. I 125 migranti a bordo dell’imbarcazione dell’Ong tedesca Sea Eye sono ancora a bordo e si attende l’allestimento delle strutture necessarie per poterli fare sbarcare per eseguire i tamponi, lo screening sanitario e l’identificazione. A bordo risultano oltre 80 minori. La nave era partita ieri alle 18.30 dal porto di Arbatax, in Ogliastra.

«Una decisione presa dal Governo senza consultare la Regione Sarda, alla quale si chiede un ulteriore sacrificio oltre a quelli determinati dai continui sbarchi sulle coste del Sulcis. La concessione dello sbarco nel porto di Olbia ai 125 immigrati a bordo della nave Ong, dopo il diniego del governo francese, non è da me condivisa”. Lo dichiara il governatore Christian Solinas a proposito della Alan Kurdi. “Non si comprende – spiega Solinas – il vero motivo del cambio di destinazione e meno ancora quello dello stazionamento davanti alle coste sarde, anche alla luce del decreto del 7 aprile con cui si è di fatto disposta la chiusura dei porti italiani. Nella totale incertezza sulla percentuale di coloro che saranno reindirizzati verso altri paesi europei, e sui tempi con i quali si procederà, si impone dunque – dice il governatore – un nuovo onere sulla Sardegna e su uno scalo portuale non adeguato e attrezzato per fronteggiare una simile emergenza dagli incerti contorni, anche sanitari».

″ La situazione a bordo dell’Alan Kurdi è definita stabile dall’osservatore dei diritti umani Kai Echelmeyer. Anche se alcune persone devono essere curate per il mal di mare, a bordo non ci sono problemi seri”.  È quanto si legge nell’ultimo aggiornamento pubblicato sul sito ufficiale della Ong tedesca See Eye in merito alla nave ancorata davanti al porto di Arbatax con 125 migranti che sbarcheranno a Olbia. «Tuttavia – afferma Echelmeyer – abbiamo ancora più di 50 minori a bordo, tra cui molti non accompagnati e anche bambini piccoli».

«Le ripetute richieste di Sea-Eye di sbarcare immediatamente le persone particolarmente vulnerabili rimangono senza risposta», si legge ancora sul sito della Ong

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