Migranti – Viminale dirotta su Olbia la nave Alan Kurdi – ad Arbatax troppe criticità per Covid nel Nuorese

Salvatore

Migranti – Viminale dirotta su Olbia la nave Alan Kurdi – ad Arbatax troppe criticità per Covid nel Nuorese

giovedì 24 Settembre 2020 - 19:05
Migranti – Viminale dirotta su Olbia la nave Alan Kurdi – ad Arbatax troppe criticità per Covid nel Nuorese

La nave Alan Kurdi

LA STORIA – Il Viminale ha autorizzato lo sbarco della nave Alan Kurdi, con a bordo 125 migranti, in Sardegna. La decisione è stata presa in seguito alla richiesta della nave di Sea Eye di potersi avvicinare alle coste nella rada di Arbatax, per il peggioramento delle condizioni meteo. “Contestualmente all’autorizzazione – sottolinea il Viminale – è stata avviata la procedura europea di ricollocamento e l’80% dei migranti soccorsi verrà trasferito in altri Paesi europei”

Cinque giorni fa, tra il 19 e il 20 settembre, la nave aveva effettuato tre interventi di soccorso al largo della Libia. Tra i migranti salvati 62 minori, il più piccolo dei quali ha cinque mesi. Subito dopo, dicono dalla ONG, ha contattato i Centri di coordinamento del soccorso marittimo di “Italia, Malta, Germania e Francia, nonché il Ministero degli esteri tedesco”, chiedendo un porto sicuro, “ma nessuno di loro ha risposto”.

DA ARBATAX A OLBIA – Oggi, il Viminale ha indicato Olbia come porto di destinazione per la Alan Kurdi. La comunicazione è arrivata oggi in Prefettura a Nuoro. La nave potrebbe partire in serata da Arbatax e arrivare nella rada di Olbia domani mattina. La distanza tra Arbatax e Olbia è di circa 70 miglia e la nave viaggia normalmente tra i cinque e i sei nodi, per cui si ipotizza un tempo di navigazione tra le 10 e le 12 ore.

L’EMERGENZA COVID – Troppe le criticità segnalate nella teleconferenza convocata dal prefetto Luca Rotondi con le Forze dell’ordine, la Capitaneria e il sindaco di Tortolì Massimo Cannas, per consentire lo sbarco: il porto ogliastrino infatti non è attrezzato per la gestione delle emergenze sanitarie e la ASSL di Nuoro non è in grado di dirottare ad Arbatax medici e infermieri per effettuare i tamponi in quando impegnata nello screening di massa a Orune, paese in semi lockdown dopo l’impennata di contagi. Non solo: in tutta l’Ogliastra al momento non è disponibile alcun centro di accoglienza per ospitare i migranti e per trattenerli in quarantena. Per definire tempi e luoghi delle loro permanenza in Sardegna è in corso un confronto in videoconferenza tra le Prefetture di Nuoro, Sassari e Cagliari. Da qui uscirà anche l’ora precisa in cui la nave lascerà la rada di Arbatax per raggiungere Olbia.

LA REGIONE SARDEGNA – Una decisione presa dal Governo senza consultare la Regione Sarda, alla quale si chiede un ulteriore sacrificio oltre a quelli determinati dai continui sbarchi sulle coste del Sulcis. La concessione dello sbarco nel porto di Olbia ai 125 immigrati a bordo della nave ONG, dopo il diniego del governo francese, non è condivisa dal Presidente della Regione Christian Solinas.

“Non si comprende – dice il Presidente Solinas – il vero motivo del cambio di destinazione e meno ancora quello dello stazionamento davanti alle coste sarde, anche alla luce del decreto del 7 aprile con cui si è di fatto disposta la chiusura dei porti italiana. Nella totale incertezza sulla percentuale di coloro che saranno reindirizzati verso altri paesi europei, e sui tempi con i quali si procederà, si impone dunque un nuovo onere sulla Sardegna e su uno scalo portuale non adeguato e attrezzato per fronteggiare una simile emergenza dagli incerti contorni, anche sanitari”.

PSd’Az – Resta alto lo scontro politico sullo sbarco dei migranti in Sardegna. Con il Governo che ha autorizzato l’attracco nel porto di Arbatax, divampano le polemiche. Netta la posizione del consigliere regionale Gianfranco Nanni Lancioni (Psd’Az): «È necessario tutelare e garantire la salute e l’incolumità pubblica – spiega l’esponente dell’assemblea di via Roma – soprattutto in questa fase di emergenza dettata dal continuo incremento di contagi da Coronavirus».

L’annuncio del possibile ricollocamento dei profughi non rassicura certo le autorità isolane, già alle prese con problemi irrisolti nel Centro di prima accoglienza di Monastir. «Occorre la massima attenzione del Governo – conclude Lancioni – al fine di salvaguardare il territorio isolano, e in particolare l’entroterra ogliastrino, da un fenomeno che potrebbe determinare rischi dal punto di vista sociale e sanitario».

LEGA – «Quanto poco conti l’Italia di Conte e Lamorgese nello scacchiere europeo lo si capisce perfettamente osservando quello che sta accadendo in queste ore: una ONG, la Alan Kurdi, che recupera clandestini e li dirotta verso un paese europeo, la Francia, che però non li vuole e per tutta risposta striglia il proprio vicino, l’Italia, a prendersene cura. E che fanno Conte e Lamorgese? Individuano in men che non si dica il porto sardo di Arbatax come idoneo allo sbarco di ben 125 immigrati clandestini, facendo contento Macron. Peccato che dei cittadini sardi dell’area non si siano minimamente interessati, della loro salute, del loro sacrosanto diritto alla sicurezza: meglio prendere ordini dai francesi che tutelare la Sardegna. Basta con questo governo senza vergogna che mette in pericolo gli italiani». Così la senatrice sarda della Lega Lina Lunesu.

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