martedì 11 agosto 2020, Aggiornato alle 19:54
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Polemiche sul rilancio del turismo in Sardegna: campagna pubblicitaria obsoleta

San Teodoro, spiaggia di Isuledda (C. Mele)

 

L’assessore regionale al Turismo Gianni Chessa nel ciclone delle polemiche da parte di influencer, di  esperti di storytelling, di social media manager e dell’Opposizione politica. Il motivo? Il rilancio del turismo in Sardegna si basa su una campagna pubblicitaria obsoleta.

Gli esperti di comunicazione digitale sottolineano che la Regione Sardegna nel piano di promozione turistica “Sardegna Sicura”  per salvare una stagione in forte affanno, abbia dimenticato l’utilizzo dei social network strumento fondamentale per la promozione a 360 gradi degli eventi e del territorio isolano.

Una vetrina importante utilizzata da tanti paesi e regioni italiane per attrarre una fetta di visitatori che sceglie in questo modo la propria destinazione turistica ed il modo con la quale raggiungerla. Ma l’assessore Chessa granitico alle polemiche, per ora, non ha svelato tutte le carte sulle strategie di marketing di comunicazione e promozione della Sardegna.

Sul piano politico ugualmente non si risparmiano gli attacchi: «Ma quale pienone. In Sardegna le prenotazioni non decollano e se la tendenza negativa non cambierà, si rischia il crollo peggiore della storia del nostro turismo». Così Roberto Deriu, consigliere regionale del Partito Democratico, in risposta alle recenti dichiarazioni di Gianni Chessa, assessore regionale al turismo, in merito alle previsioni sulla stagione turistica 2020 in Sardegna.

«L’assessore Chessa parla di pienone sull’Isola dal 15 luglio fino a tutto il mese di agosto. Ritengo che si tratti di un’analisi infondata – dichiara Deriu -. Certo, rispetto alle previsioni di aprile e maggio, la situazione è cambiata, ma neppure il più distratto dei cittadini si sognerebbe di parlare di pienone, a fronte di un’allarmante carenza di prenotazioni e di dati che testimoniano tutt’altro».

«Nonostante l’estate sia ormai iniziata da quasi tre settimane, infatti, la stagione turistica in Sardegna fatica a partire. Le presenze rispetto al 2019 sono in netto calo in tutte le regioni, ma il dato negativo è proprio quello sardo, come si evince anche dai dati resi noti dal sindacato balneari, che certifica un -80% di presenze in Sardegna nel mese di giugno».

«Adesso la propaganda della Giunta regionale è inutile e, anzi, dannosa nei confronti dei poveri hotel costretti a rimanere chiusi e senza clienti. E, per aggravare il danno, è stata aggiunta la beffa con le iperboli dell’assessore Chessa. Non servono oggi slogan, la Giunta regionale deve provvedere a salvare una stagione gravemente compromessa, e rifletta su quanto programmato in passato per non ripetere gli stessi errori in futuro», conclude Deriu.

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