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Bono. Trovato impiccato dopo una cena con amici. I dubbi e le indagini: è suicidio

Uno scorcio di Bono (fot S.Novellu)
Uno scorcio di Bono (foto S.Novellu)

Per la Procura di Nuoro, che coordina le indagini, e per il comando provinciale dei Carabinieri di Sassari, che dirige le attività investigative condotte sul campo dai militari della compagnia di Bono, l’ipotesi più probabile era che Giampietro Cocco, allevatore 24enne di Bono, si fosse suicidato.

Il ragazzo è stato trovato morto sabato mattina da suo padre e dal fratello nell’ovile di Santa Restituita, lungo la provinciale 31, dove la sera prima c’era stata una cena organizzata proprio dal 24enne. Quando i familiari sono arrivati in campagna, due mattine fa, l’allevatore aveva attorno al collo una corda che all’altro capo era stata fissata a una trave del capannone dove si era consumato lo spuntino tra amici, una quarantina di persone, andato avanti sino a tarda notte.

Prima ancora di procedere con l’autopsia sul corpo del giovane, oggi il medico legale incaricato dalla Procura nuorese ha eseguito una ispezione cadaverica, per dissipare ogni dubbio sulla possibilità che l’allevatore sia stato ucciso da qualcuno che poi avrebbe allestito una messinscena per indurre tutti a ritenere che si fosse tolto la vita volontariamente, impiccandosi; amici e parenti di Cocco, infatti, si dicevano certi che non si fosse ammazzato..

Secondo l’ispezione cadaverica effettuata dal medico legale Vindice Mingioni non ci sarebbero dubbi: il giovane si è suicidato. Le verifiche sul cadavere e il raffronto con le foto scattate sul luogo del ritrovamento dopo l’allarme lanciato dai familiari inducono il perito medico legale a escludere la necessità di eseguire l’autopsia o ulteriori approfondimenti.

L’ultima parola spetta al sostituto procuratore di Nuoro, Ilaria Bradamante, che coordina le indagini affidate ai Carabinieri della compagnia di Bono e del nucleo investigativo del comando provinciale di Sassari. I dubbi derivanti da un livido sul braccio dell’allevatore sono stati dissipati dalla constatazione che quel segno risalga ad alcuni giorni prima del decesso.

L’attività investigativa portata avanti dai militari, coordinati sul campo dal tenente Luca Delle Vedove della compagnia di Bono, esclude anche la presenza di qualsiasi movente che possa far pensare a un omicidio mascherato da suicidio. Difficile tra l’altro che Giampietro Cocco, ragazzo dalla stazza imponente, sia stato ucciso da un’altra parte e poi trasportato sin lì senza lasciare segni.

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