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Dispersione e abbandono scolastico. Deriu: “per la Sardegna, una piaga destinata a peggiorare”

Un'aula della scuola primaria Ferdinando Podda di Nuoro (foto S.Novellu)
Un'aula della scuola primaria Ferdinando Podda di Nuoro (foto S.Novellu)

 

In Sardegna la dispersione e l’abbandono scolastico rappresentano ancora dei problemi enormi per i nostri giovani e per il loro futuro, se non si interviene con urgenza, la situazione tenderà a peggiorare ulteriormente. È questo il messaggio d’allarme lanciato da Roberto Deriu, consigliere regionale del Partito Democratico, in merito alla drammaticità della condizione studentesca sarda, una piaga che affligge l’Isola già prima dell’avvento del Coronavirus.

“L’emergenza sanitaria in atto ha evidenziato le numerose criticità dell’istruzione pubblica di ogni ordine e grado. Ma una cosa è certa: la drammaticità della condizione studentesca, dovuta alla difficoltà di accesso ai percorsi di formazione e al proseguimento di quelli già avviati, non è iniziata con il Covid, ma ben prima”, denuncia Deriu. La Sardegna, infatti, risulta ancora oggi gravemente colpita da due fenomeni considerati come una vera e propria piaga per il contesto educativo e sociale: la dispersione scolastica e l’abbandono scolastico.

“È evidente che la condizione giovanile soffra l’assenza di politiche tese all’abbattimento di dispersione e abbandono scolastico che non possono essere inquadrate in un intervento una tantum, bensì in una programmazione solida e duratura nel tempo, capace di consentire l’accesso dei giovani all’iter formativo e la loro piena realizzazione nella scuola di ogni ordine e grado – prosegue Deriu. Lo stesso approccio utilizzato negli ultimi anni per il diritto allo studio universitario deve essere seguito per la scuola: l’abbandono spesso è dovuto all’acuirsi delle condizioni socio-economiche delle famiglie, impotenti di fronte agli ingenti costi dell’istruzione pubblica e lasciate sole. Mentre la dispersione si configura anche nel momento in cui lo Stato e la Regione non sono in grado di seguire con efficacia l’iter formativo degli studenti, possibile solo ed esclusivamente tramite il potenziamento dell’orientamento che oggi appare come un mero compito da assolvere e non come una materia su cui investire, dal principio alla fine del lungo percorso di istruzione dei giovani”.

“Se non interveniamo con celerità i dati tenderanno a peggiorare, soprattutto in seguito all’avvento dell’emergenza sanitaria in atto; l’aumento dei costi socio-economici, individuali e collettivi, e delle disuguaglianze, condurrà una sempre più crescente fetta di popolazione giovanile ad essere socialmente esclusa”, conclude Deriu.

 

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