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Teti rende omaggio al proprio concittadino vittima del Covid-19: “era a Bergamo per curarsi”

Uno scorcio di Teti
Uno scorcio di Teti

Aveva lasciato Teti qualche mese fa per raggiungere il figlio che lavora a Bergamo con l’obiettivo di curare una malattia da poco diagnosticata. Il destino però, come per tanti  in questo periodo, è stato beffardo: Olindo Melis è stato strappato alla vita dal Covid 19, nonostante avesse ancora tanta voglia di lottare.

Il paese però, come scrive in una lettera il primo cittadino Costantino Tidu: “nell’irreale silenzio della quarantena e del lutto, ieri,  è stata data sepoltura al nostro concittadino”.

“I familiari, nonostante le restrizioni imposte dalle disposizioni di divieto relative al contrasto e alla prevenzione della diffusione dell’epidemia del Covid19, hanno fatto di tutto affinché la salma fosse riportata nel più breve tempo possibile a Teti e così rispettare le volontà del loro caro”.

Una lettera carica di significato quelladi Tidu che esprime il dolore di un’intera comunità verso “Lindo” come era affettuosamente conosciuto.

“La speranza condivisa da tutti fosse era quella di rivedere Lindo in forza e salute a Teti, abbiamo invece, e nostro malgrado, dovuto celebrare un rito funebre privo del conforto, dell’affetto e della solidarietà di parenti, amici e conoscenti che tutti insieme avrebbero voluto essere presenti per manifestare il proprio cordoglio ai familiari in un momento così triste della loro vita.

Per la prima volta le esequie di un nostro concittadino avvengono in un contesto così surreale: in assenza del rito religioso e del partecipato e solidale abbraccio della comunità che avrebbe voluto accompagnare Lindo in questo suo ultimo viaggio”.

«Questa è la situazione in tempi di Covid19: un virus spietato che non risparmia nessuno, che ci sta costringendo a cambiare le nostre abitudini e lo farà sino a quando non saranno trovate adeguate alternative alla prevenzione della malattia – dice Tidu.  Non attenersi al rispetto di queste regole, significherebbe mettere a rischio le nostre vite favorendo la diffusione del contagio e ostacolando il rapido ritorno a quella normalità che abbiamo sempre conosciuto, imperniata sulle libertà individuali e collettive che da sempre hanno rappresentato uno dei diritti indissolubili dell’individuo nella nostra democrazia». .

«A Flaviana, Ilenia e Giampaolo, a Valerio e alla piccola Elisabetta, ai fratelli, ai cognate/i e alle rispettive famiglie, giunga il cordoglio del Consiglio Comunale e dell’intera Comunità di Teti. Non permettiamo al dolore di farci chiudere in noi stessi ma con speranza e amore accettiamo le sfide che la vita ci riserva».

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